Live Report: Elisabetta Antonini presenta “The Beat Goes On”


a cura di Raffaella Ceres
foto di Erika Bussoletti

Abbiamo avuto il piacere di intervistarla poche settimane fa e, la sua lunga e bella chiacchierata ci ha fatto scoprire un amore per la musica e la cultura della beat generation che si è reso concreto grazie al suo originale progetto artistico che non smette di entusiasmare.

Elisabetta Antonini ha presentato recentemente presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il suo “The Beat Goes On” ed è stato un sold out per una serata dedicata alla musica ed alla letteratura.

Questo aspetto multidisciplinare del lavoro della brava Elisabetta Antonini è il frutto di un’attenta ricerca che l’artista ha compiuto e che, ci permette un ascolto più consapevole del disco stesso.

“ Credo che molti dei contenuti dei beat abbiano senso oggi e ci ricordino l’importanza di rifuggire l’omologazione, la globalizzazione, l’appiattimento culturale, la schiavitù verso la società consumistica e narcotizzante, per tornare ad una spontaneità e ad una unicità che ha in se il senso più profondo della libertà e della dignità umana, spesso percepite come destabilizzanti e perciò spaventose. E’ molto diverso il contesto culturale però in cui questi contenuti possono oggi risuonare o nella migliore delle ipotesi sedimentarsi. Sulla scia del movimento controculturale che la Beat Generation ha avviato, i giovani degli anni ’60 erano ormai pronti per una rivoluzione culturale e soprattutto erano uniti nella speranza di poter cambiare il mondo. Oggi siamo approdati ad un individualismo esasperato, non è pensabile sentirsi parte di qualcosa o muoversi con un intento comune. Anche musicalmente si è giunti a fenomeni artistici di grande spessore e valore culturale che spesso si perdono nel mare magnum proposte, affossate da un consumo e da una comunicazione troppo veloci e distratte, che impediscono a mio avviso l’emergere di un movimento di massa di quelle proporzioni.” ( Elisabetta Antonini)

Questo stesso concetto è stato ribadito più volte durante l’elegante esibizione presso l’Auditorium Parco della Musica , lasciando alla proiezione di brevi filmati la completezza di comunicazione fra parole e musica perfettamente in sincrono che hanno creato un’atmosfera di complicità con il pubblico presente. Due parole vanno spese per l’eterogeneità del pubblico che ha applaudito la serata: è davvero bello poter rilevare quanto la ricerca di un percorso artistico più complesso, coinvolga giovani e meno giovani.

Il disco di Elisabetta Antonini merita di essere ascoltato più e più volte , come un prezioso raccoglitore di idee dal quale attingere stimoli e strumenti per godere della musica di qualità.

Di seguito per chi non avesse avuto modo, il limk che rimanda all’intervista con Elisabetta Antonini.

http://www.06live.it/?p=64050

Le foto del concerto




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