Orietta Cicchinelli presenta il suo primo romanzo, Hijo de Puta: la vita è un incastro di incontri imprevedibili


a cura di Raffaella Ceres

Dopo il successo del racconto la madre (edizioni NED, distribuzione ARION) Orietta Cicchinelli ci consegna un’altra emozionante storia su un microcosmo di varia umanità. Giovanni, classe 1948, ex legionario del Tercio de Extranjeros, soprannominato Hijo de Puta dal suo Capitano, è il protagonista dell’opera. Sulla sua strada incontra ladroni, guardie, uomini di Dio, vecchi, giovani, mogli, padri, figli, meretrici, giocatori incalliti, disperati. Tutte tessere di un unico grande puzzle di cui, comunque, Giovanni si sente parte. Hijo de Puta è il primo romanzo della giornalista Orietta Cicchinelli, responsabile del servizio Cultura e Spettacoli del quotidiano Metro Roma, e già autrice del racconto la madre, dedicato al poeta e sceneggiatore Vincenzo Cerami, con il quale la scrittrice era unita da un profondo legame affettivo. Editato dalla NED di Pier Paolo Mocci nel Maggio 2015, distribuito nel circuito ARION – Le librerie indipendenti, la madre si avvia alla seconda ristampa, mentre si lavora all’adattamento teatrale con lo scenografo Premio Oscar Gianni Quaranta, assessore alla Cultura del Comune di Spoleto. La copertina di Hijo de Puta è un disegno originale di Massimo Rotundo illustratore, storyboard-artist. Nato a Roma, è il Fondatore della Scuola Romana dei Fumetti. Nel 2015 disegna per Sergio Bonelli editore il Texone n.30 Tempesta su Galveston. Collabora con le riviste Lanciostory, Heavy Metal, Ècho des Savanes, L’Eternauta, Orient-Express. Tra i riconoscimenti avuti: Premio Yellow Kid come miglior disegnatore al Salone dei Comics di Lucca (1990) e Kineo-Diamanti al Festival del cinema di Venezia 2012 per la serie animata Rai Ulisse-Il mio nome è nessuno. “Hijo de Puta è nato da un incontro – spiega l’autrice – o, meglio, da una serie di incontri. Quello con l’imprenditore editoriale Tony Lupetti, per gli amici “Lupo”, un ingegnere che ha buttato la sua laurea e dedica il suo tempo libero ai diseredati, ai ragazzi in difficoltà, agli ultimi, agli invisibili… E quello con l’ex legionario, lo smilzo Giovanni, l’uomo tutto d’un pezzo, protagonista di questa parabola emozionante, piena di risvolti imprevisti”. Hijo de Puta sarà reperibile nelle migliori librerie di tutta Italia e nei circuiti Mach2 (ipermercati e grande distribuzione) da metà Aprile. Successivamente è in programmazione un tour di presentazioni a partire da maggio in diverse location del Belpaese.

A maggio è già previsto un nuovo incontro-presentazione nella prestigiosa galleria d’arte SpazioCima, di Roberta Cima, in via Ombrone (nel cuore del quartiere Coppedè www.spaziocima.it ).

La storia di un ex legionario: emozioni ed incastri di vita. Dove ha tratto ispirazione per le avventure di Giovanni in Hijo de Puta?
Il romanzo è la storia di un ex combattente della Legione Spagnola, nato nel Natale del 1948, che ho conosciuto alla mensa della Caritas, a Roma. Me lo ha presentato un amico, Tony Lupetti, che poi è anche l’editore del libro (in collaborazione con MGC edizioni). Giovanni è personaggio affascinante, dalla storia incredibile. Io non ho fatto altro che raccogliere le sue vicende e riportarle su carta, secondo la mia sensibilità, naturalmente!




Orietta Cicchinelli, questo è il suo primo romanzo: cosa rappresenta per lei “ scrivere”?
Scrivo da sempre: ho iniziato facendo la cronista per il Messaggero di Roma, poi nel 2000 con Fabrizio Paladini ho fondato Metro, il primo free press italiano, dove sono responsabile del servizio cultura e spettacoli. Lo scorso anno è stato pubblicato il mio primo racconto (“La madre” per le edizioni NED), ma la mia passione per la scrittura l’ho sempre coltivata. Anche grazie al sodalizio umano e artistico con il poeta e sceneggiatore Vincenzo Cerami durante la sua parentesi come assessore alla Cultura del comune di Spoleto.

La copertina è illustrata da Massimo Rotundo fondatore fra le altre cose, della Scuola Romana dei Fumetti. Chi altro ha collaborato alla realizzazione di questo suo primo romanzo? Chi vorrebbe ringraziare?
Innanzitutto, ringrazio la Scuola Romana dei Fumetti di via Flaminia, nella persona di Stefano Santarelli che ha sempre “sposato” con entusiasmo le mie idee: anche il racconto “la madre”, infatti, era arricchito dai pregiati disegni di una giovane e promettente allieva della storica scuola di via Flaminia, Martina Rossi. Un grazie speciale va, poi, a Massimo Rotundo: mi ha regalato l’immagine di copertina dopo aver letto solo i primi due capitoli di Hijo de Puta-La parabola di un legionario. E, oltre a mio figlio Giovanni che ha realizzato qualche disegno all’interno del libro, devo molto a Tony Lupetti: senza di lui il libro non esisterebbe!

A chi è rivolto questo libro principalmente?
È davvero per tutti: a partire da mio figlio che ha solo 12 anni: perché è la storia di una vita e di tanti incontri che s’intrecciano. Parla di un’umanità che, spesso, ci sfugge e che si nasconde dentro ognuno a ben guardare, poiché durante il nostro viaggio in questo mondo, capita di imbatterci in uomini per bene, ladroni, santi, madri e prostitute, tutte facce di una stessa medaglia.

Ha pensato di poterne fare un fumetto?
Non c’avevo pensato, anche se più di una persona me lo ha suggerito. Chissà!? Ho pensato, invece, di farne una sceneggiatura per un film: ma ci vorrebbe un Clint Eastwood italiano per realizzarlo, visto il poco coraggio che c’è in giro nel mondo cinematografico.

Qual è il punto di forza di Hijo de Puta, a suo avviso?
La fluidità: la storia si legge d’un fiato, mi dicono le prime centinaia di lettori che, a pochi giorni dalla sua presentazione (il 15 aprile il battesimo al Caffè Letterario di via Ostiense), lo hanno già avuto sotto gli occhi. E, poi, c’è un’appendice niente male tratta dagli Appunti di Hijo, dove gli appassionati dell’arte bellica possono trovare non poche curiosità sulla guerriglia e sui codici di comunicazione utilizzate dai legionari.