La settimana al Monk Club: Joe Victor, Gatti Mézzi e lo spettacolo “La rivoluzione è facile se sai come farla”


MONK – CIRCOLO ARCI
INGRESSO RISERVATO AI SOCI
STAGIONE 2015 – 2016
http://www.monkroma.club/

Mercoledi 4 Maggio
Apertura Porte Ore 19:30 – Inizio Concerti Ore 21.30
LA RIVOLUZIONE E’ FACILE SE SAI COME FARLA
Uno spettacolo teatrale di Kepler-452

Regia Nicola Borghesi
Con Paola Aiello, Nicola Borghesi, Lodo Guenzi, Livio Remuzzi
Scene Calori&Maillard
Musiche Lo Stato Sociale
Assistenza alla regia Enrico Baraldi

INGRESSO CON TESSERA ARCI 2016 + CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 7€

È possible oggi, qui, per noi, immaginare una rivoluzione? Se sì, quale? Si tratta del moto di un corpo intorno al suo centro di gravitazione o della sovversione violenta dei rapporti di forza? Due venti/trenta, con il loro carico di speranza, birrette, frustrazione, cercano di cambiare radicalmente la propria vita. In una piazza circondata di platani e tavolini da bar abbandonati, vediamo avvicinarsi la rivoluzione, quella vera. Un motore che, forse, è comune alle piccole rivoluzioni dei due protagonisti e a tutte le altre. Agitarsi bene prima dell’uso

LA RIVOLUZIONE E’ FACILE SE SAI COME FARLA
Nicola e Letizia si incontrano nel ‘92 alle scuole elementari Fortuzzi. Nicola e Lodo si conoscono nel ‘97 all’esame di musica delle scuole medie Guido Reni. Nicola e Lodo capitano poi nella stessa accademia di arte drammatica, la Nico Pepe, e ci si diplomano quasi in contemporanea. Lì scoprono la comune passione per il Tocai grazie a Paola, che pure si diplomerà alla Nico Pepe.  Nel frattempo, Livio frequenta la scuola del Piccolo di Milano.  Negli anni successivi Lodo, partendo da un garage, con gli amici metterà su Lo Stato Sociale, la band che ha battuto tutti i record di sold out in Italia, Letizia creerà insieme a Viola Calori&Maillard, un collettivo artistico che vincerà, nientedimeno, il premio New York e Livio vincerà il premio Hystrio alla vocazione.
Nel 2014 Nicola si inventa Festival 20 30, un festival che prova a mettere in scena una generazione che, a entrare in scena, fatica molto. Un festival che prova a far uscire il teatro da quell’aura di istituzionalità che spesso tiene lontano il pubblico e portarlo in una dimensione più accessibile, più viva, più (sì, possiamo dirlo) pop. L’esperimento riesce e diverse centinaia di under 30 si accalcano all’ingresso del teatro per non perdersi nessuno degli spettacoli in cartellone. Una folla di giovani che fanno la fila per vedere il teatro, un caso strano.  Daniele, meglio noto come Quit The Doner, partecipa, in qualità di scrittore, alla prima edizione di Festival 20 30. Negli anni precedenti ha scritto una serie di brillanti reportage sulle cose più improbabili (dal raduno degli Alpini ai Beach Party in Salento),  e negli ultimi tempi collabora con Repubblica e Internazionale e pubblica il suo primo romanzo, “Lascia stare la gallina”, con Bompiani.
“La rivoluzione è facile se sai come farla” è lo spettacolo che mette insieme tutte le loro esperienze: Quit scrive il testo, Nicola lo mette in scena, Lo Stato Sociale ci mette le musiche e presta Lodo al teatro (un ritorno, più che un prestito), Letizia e Viola costruiscono lo spazio e i costumi. Paola e Livio, insieme a Nicola e Lodo, fanno quello che hanno sempre fatto: recitano.
Il risultato è uno spettacolo che parla di rivoluzione, una prospettiva così lontana dalle vite dei venti/trentenni in questo paese, partendo da due possibili declinazioni: la sovversione violenta dei rapporti di forza in cerca di un nuovo ordine e il moto di un corpo celeste intorno al suo asse. Uno spettacolo che cerca di scovare un potenziale rivoluzionario tra piccoli fallimenti quotidiani, birrette, soprusi, frustrazioni, slanci vitali e tentativi di cambiamento radicale della propria vita. In mezzo a questa quotidianità sfigata e allegra, dal fondo di una piazza circondata da platani e tavolini del bar abbandonati, vediamo avvicinarsi la rivoluzione, quella vera. Un motore che, forse, è comune alle piccole rivoluzioni dei due protagonisti e a tutte le altre.

INFO
http://www.antennamusicfactory.com/artista.php?a=larivoluzione

Venerdi 6 Maggio
Apertura Porte Ore 20:30 – Inizio Concerti Ore 22.00
JOE VICTOR in Concerto
SPECIAL GUEST: BROTHERS IN LAW
INGRESSO CON TESSERA ARCI 2016 + CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 7€ – 5€ + D.P.

JOE VICTOR
Joe Victor è uno dei gruppi più luminosi e talentuosi di Roma, con un pubblico fortemente in crescita sia a Roma che in Italia. Il sound è una tempesta perfetta tra la scrittura eclettica e l’energia del Foot stompin’ Rock and Roll, che unisce gli stili pop, blues, gospel e folk americano. Joe Victor è nato a Roma nel 2014, all’interno del ben noto club romano “Le Mura”, dove si sono esibiti per la prima volta. Le passioni comuni dei membri della band sono il Rock & Roll e il folk americano in tutte le sue forme, il Calypso e il Pop degli anni ’80. I loro artisti preferiti sono: Exuma, Wilmouth Houdini, Frankie “Zeke” Hart, Skip Spence, Beach Boys e James Brown. Il gruppo ha pubblicato il suo primo lavoro in studio dal titolo “Blue Call Pink Riot”, nell’ottobre 2015, scatenando da subito grande l’attenzione da parte del pubblico.




Joe Victor sono:
Gabriele Mencacci Amalfitano, chitarra e voce
Valerio Almeida Roscioni, tastiere e voce
Michele Amoruso, basso
Mattia Bocchi, batteria e percussioni

BROTHERS IN LAW
I Brothers In Law sono una band proveniente da Pesaro, da quella costa est sempre così sorprendente. Il mare inquinato ha insinuato suoni sporchi nelle loro canzoni. Nascono come duo nel 2011, pubblicano un EP (s/t – Tannen Records), poi entra in formazione un batterista che suona in piedi e danno alle stampe un nuovo singolo (“Grey Days” – We Were Never Being Boring collective – 2012). Intanto girano un po’ dal vivo e dividono palchi con band come Wild Nothing, Still Corners, Dum Dum Girls, Jacuzzy Boys, Neon Indian, Hozier e altre.. Immagino che da ognuna di queste volessero rubare qualcosa o qualche idea, ma alla fine – come sempre – si lasciavano solo trascinare dalla musica.
Comunque, sul finire dell’estate del 2012 registrano il loro primo album “Hard Times For Dreamers” (We Were Never Being Boring – 2013). Il disco racconta la storia delle loro vite,
quello a cui tengono e che vogliono tenersi stretti. Di particolare importanza la loro partecipazione nel 2013 al SXSW ad Austin U.S.A. Tra chitarre scintillanti e polverosi riverberi, un suono luminoso di adolescenze oscure, periferie e amore. File under: banditi dream-pop; collezionisti di C86; amanti della Captured Tracks.
A Gennaio 2016 è uscito per We Were Never Being Boring Collective il nuovo e atteso album “Raise”.

INFO:
http://bpmconcerti.com/artists1/item/513-joe-victor.html

Sabato 7 Maggio
Apertura Porte Ore 20:30 – Inizio Concerti Ore 22.00
I GATTI MEZZI in Concerto
PRESENTAZIONE DEL DISCO “PERCHE’ HANNO QUELLA FACCIA”
INGRESSO CON TESSERA ARCI 2016 + CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’

“Perché hanno sempre quella faccia” (Picicca Dischi/Sony Music) è il nuovo disco de I Gatti Mézzi, il duo che incarna la cocciutaggine tutta toscana di mettere in discussione tutto.  “Perché hanno sempre quella faccia” è composto da undici tracce in cui testi ironici e provocatori si intersecano con un tessuto musicale moderno e colto che spazia dal cantautorato al jazz, dal funk al blues. Le parole che il duo sfodera brano per brano descrivono un quadro che va ben oltre l’esperienza personale dei due giovani autori e sembra prendere forma in un contesto più ampio che si declina nella sensibilità di un’intera generazione.

I GATTI MEZZI
I Gatti Mézzi nascono nel 2005 dal connubio artistico tra Tommaso Novi, piano e voce, e Francesco Bottai, chitarra e voce. Ad unirli è la passione per un tipo di composizione ironica, sperimentale, colta e irriverente ai limiti del goliardico che scivola su melodie che spaziano dal jazz allo swing passando per le sonorità della più raffinata musica popolare. Un mondo musicale di riferimento composto da grandi nomi della musica italiana come Giorgio Gaber, Paolo Conte, Fred Buscaglione e il jazz francese manouche alla Django Reinhardt. Nel 2006 I Gatti Mézzi autoproducono il loro primo lavoro in studio “Anco alle puce ni viene la tosse”. Tra il 2006 e il 2007 i Gatti Mézzi iniziano ad esibirsi, principalmente in Toscana, e dall’incontro con Matteo Consani, batterista, e Matteo Anelli, contrabbassista, nasce una nuova formazione che darà vita alla seconda autoproduzione del gruppo “Amori e Fortori” che vede anche un prezioso contributo diStefano Bollani. Nel 2007 I Gatti Mézzi vincono il Premio Ciampi (omaggio a S. Ronzani) per i brani “Tragedia dell’estate” e “La zuppa e ‘r cacciucco” mentre nel 2008 si qualificano terzi al concorso nazionale MarteLive di Roma, si piazzano tra i 16 finalisti dell’edizione 2009 del festival di Musicultura e vincono il festival Barezzi Live 2009. A febbraio 2009 I Gatti Mézzi incidono “Struscioni”, il loro terzo lavoro su etichetta Sam prodotto da Mirco Mencacci. Il tour di presentazione di questo disco ha visto I Gatti Mézzi collezionare una significativa serie di sold out nei più importanti teatri di tutta Italia: dal Verdi al Politeama di Pisa, fino al Puccini di Firenze, la band esegue in due anni oltre 250 concerti nei migliori club italiani, ottenendo importanti riscontri dalla critica. Con l’uscita dell’album successivo “Berve fra le Berve”, prodotto al Sam Studio di Lari di Mirco Mencacci, in collaborazione con Gabriele Guidi al mixer, e masterizzato allo Sterling Sound Studios di New York. si consolida la tenuta della band che ottiene insigni e costanti riconoscimenti di pubblico, in primis il grande successo allo storico Auditorium Saschall di Firenze che il 14 settembre 2011 si riempie di ben 1500 persone accorse per assistere al concerto del duo. Sempre nel 2011 approdano in Canada per un tour di 10 date, gremite di pubblico. Nel 2013 I Gatti Mézzi realizzano il loro quinto disco, chiamato “Vestiti leggeri”. Il disco è un nuovo capitolo di maturazione artistica. I riferimenti si fanno più intimi e riflessivi e la musica si colora di echi di cinema italiano. Arrangiamenti di archi e ballate toccanti. Il disco è accolto ottimamente da critica e radio (numerose le presenze a Radio Rai, ospiti di Radio DeeJay). Segue un lungo tour, tra il 2013 e il 2014, di oltre 100 date in tutta Italia durante il quale il duo arriva finalista al Premio Tenco 2013. Nel 2015 il duo firma la colonna sonora del film “Fino a qui tutto bene”di Roan Johnson e viene candidata ai Nastri d’argento con “Morirò d’incidente stradale” come miglior brano originale.

INFO:
http://igattimezzi.it