Live Report: Black Mountain + Soviet Soviet @ Villa Ada, Roma Incontra Il Mondo


Live Report a cura di Alberto Parisi
Foto di Rosy Romano

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SovietSoviet_IMG_1358Roma, 4 Luglio 2016 – Serata a tutto rock per il #Day5 di Villa Ada – Roma Incontra il Mondo. Sul palco dell”Isola che c’è’ è la volta dei Black Mountain e dei Soviet Soviet.

I Soviet Soviet, amatissimi dal pubblico italiano e lanciatissimi verso l’affermazione nel panorama mondiale, salgono sul palco che non sono ancora le dieci, e fanno subito capire che non hanno intenzione di essere un semplice opening act. Nel loro alternative rock risuonano forti gli echi di Cure, Placebo e Joy Division, l’ispirazione gothic è sempre potente, l’attitudine punk è “post” e “classica” allo stesso tempo. Nel set trovano spazio i brani del loro ultimo lavoro in studio, “F A T E”, come “Together”, “1990”, “No Lesson” e “Gone Fast”, oltre all’imprescindibile “White Details” di “Nice”, ma anche due canzoni inedite, “Fairytale” e “Blend”, che faranno parte del nuovo album. Un live tiratissimo e sempre intenso. Davvero un ottimo inizio per una grande serata.




BlackMountain_IMG_1746Nessuna posa, niente “fronzoli”, poche parole, solo musica: quando sul palco salgono i Black Mountain è il rock più puro a diventare padrone della notte di Villa Ada. Si inizia, e non poteva essere altrimenti, con “Mothers of Sun”, prima track dell’ultimo album, “IV”, per proseguire con “Florian Saucer Attack” e “Stormy High”. La voce di Amber Webber incanta come quella di una sirena psichedelica, mentre la chitarra di Stephen McBean viaggia lontano e la batteria di Joshua Wells ci inchioda al terreno con la sua potentissima presenza. Terrenamente “sporchi” e spazialmente “incontaminati”, i Black Mountain ci trasportano ancora più profondamente nel proprio mondo musicale con brani nuovi quali “Cemetery Breeding” e classici come “Rollercoaster”, fino all’ipnotico finale di “Space To Bakersfield”.

E’ una musica che non ha bisogno di “scaldare” il pubblico per essere apprezzata. Rock potentissimo ma da ascolto: freddo come una “montagna nera”, lontano nel suo appartenere a epoche lontane, vicino nel suo essere attualissimo eppure sempre sfuggente. Peccato, però, che la band non sia però uscita per i bis, chiesti dal pubblico: sarebbero davvero stati la ciliegina sulla torta.

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