Live Report: Roma Brucia 2016 @ Villa Ada – Roma Incontra Il Mondo


Live Report a cura di Alberto Parisi
Foto di Rosy Romano

RIPRODUZIONE RISERVATA

Roma, 8 e 9 luglio 2016 – Venti band per oltre dodici ore di musica in due giorni: benvenuti a Roma Brucia edizione 2016. Come ormai è tradizione, la rassegna della #scenaromana si configura come il “festival nel festival” della programmazione di Villa Ada – Roma Incontra il Mondo, e anche quest’anno le aspettative non sono andate affatto deluse.

Il #Day1 di venerdì non poteva che essere il giorno di Calcutta, salito sul palco “Nerone” alle 23 in punto, ma la giornata di live era iniziata dalle 18, regalando ai presenti una non-stop di concerti di altissima qualità e che meritavano lo stesso interesse del “main act”.

3_LucioLeoni_IMG_3282L’onore dell’apertura è stata affidata ai giovani John Canoe e al loro fresco rock dai riferimenti alternative e surf, seguiti dalla psichedelia strumentale de The Flying Madonnas. Si fa sul serio fin da subito, con i primi presenti che ascoltano attenti cercando spicchi d’ombra per combattere il caldo. Mentre arriva la notizia che anche gli ultimi biglietti disponibili per la giornata sono andati esauriti, sul palco principale sale Lucio Leoni. Sul suo profilo Facebook, Lucio si presenta come “Un mezzo musicista. Un mezzo scemo. Ma un mezzo più un mezzo fa uno… scemo o musicista che sia”: noi ci sentiamo di aggiungere “un grande cantautore”, capace di narrare storie come pochi sanno ancora fare, in grado di tenere il palco come un rocker, affabulare il pubblico con la sapienza ritmica del rapper, far divertire e far riflettere lo spettatore come un istrionico attore. Roma Brucia è definitiva partita!

4_OU_IMG_3402In anticipo sulla scaletta prevista, sul “Lake Stage” arriva gli OU. Si potrebbero definire “jazz divertissement” all’ennesima potenza, si potrebbero elencare le qualità tecniche dei musicisti e quelle vocali Ersilia Prosperi e Martina Fadda, ma se ancora non li conoscete sarebbe difficile far arrivare la straordinaria qualità e intensità della loro musica. Non se ne abbiano i loro più “blasonati” colleghi del #Day1 di Roma Brucia, ma per i veri intenditori era questo il concerto da non perdere.

5_Giancane_IMG_3570Che dire poi di Giancane? E’ tra gli artisti più amati del pubblico romano e anche in questo live ci ha fatto capire il perché! Un ottimo set con la consueta energia e la stessa scanzonata attitudine che ce lo hanno fatto amare fin dal primo momento. Virata finale “disco anni ’90” per il nuovo brano “La stessa estate”. “Ciao Giancane, siamo tuoi fans”.

Si tira il fiato con le sperimentazioni sonore piacevolmente di “ambiente” di Ainé, si perde la voce con il rap di Lucci Brokenspeakers e della sua ospite d’eccezione Giulia Ananìa,  si sogna con il raffinatissimo pop di Mai Stato Altrove, ed ecco arrivato il momento clou della serata: il “fenomeno” Calcutta.

9_Calcutta_IMG_3857Tutti in piedi, anche su sedie e tavoli, e pronti a cantare i testi del cantautore che ha diviso critica e pubblico musicale di tutta Italia: amatissimo “senza se e senza ma” dai fans, dileggiato e snobbato “senza pietà” dai detrattori. Impossibile non schierarsi, e allora lo facciamo, in maniera preliminare, anche noi: chi scrive è rimasto piuttosto perplesso di fronte alla svolta pop di un ragazzo che avevo avuto modo di ascoltare quando era ancora “la nicchia della nicchia”, e pur riconoscendo l’indubbia qualità della produzione dell’ultimo album e comprendendo i motivi del suo successo, mi sono sempre trovato un po’ infastidito dalla “Calcutta-mania”, più che dall’artista. Sono pertanto nella “fossa dei leoni”, circondato da giovanissime scatenate e inaspettati ammiratori ben più attempati, ma non per questo più compassati. Lo voglio però dire subito: alla fine il live mi è piaciuto!

Cantano tutti, e lo faccio, anche se sottovoce, anche io. Calcutta ha imparato ad affrontare i grandi palchi, anche se forse gli “stilemi” sono un po’ troppo “alla Vasco”, con la scelta delle pause giuste per lasciare salire alti i cori del pubblico, apparendo pertanto poco spontanee e di “maniera”. Per il resto, invece, Edoardo è sempre lo stesso. Timido e apparentemente sempre un po’ a disagio, smussando però certi atteggiamenti “borderline” che andavano bene nei piccolissimi club e non di fronte a 5mila persone. Ospite finale Tommaso Paradiso, de Thegiornalisti, a dimostrazione di come la svolta “Mainstream” sia ormai completata. Bravo Calcutta: non era facile trovare la strada giusta per la necessaria quadra tra una sensibilità da “sottobosco Roma Est” e il grande successo.

Finisce Calcutta, ma ancora non è finita la prima giornata di Roma Brucia. Archivio subito il discorso in prima persona per tornare a un tono più impersonale e professionale, anche se sul “Lake Stage” è arrivato il momento di due cari amici, gli Holiday Inn, e se il nome non vi dice niente è un vero peccato. Bob Junior e Gabor sono la vera essenza dello spirito punk anni zero e qualcosa. Dissacranti, noise a più non posso, elettronicamente cacofonici e visivamente kitsch. Mentre lo zoccolo duro di amanti del genere si dirige veloce verso il palco per non perdersi il live, tanti del “popolo di Calcutta” si allontanano con altrettanta rapidità tappandosi le orecchie. E’ giusto, e forse necessario, che sia così,nell’economia della serata e della scena musicale: peccato, però, che dei quasi 5mila presenti, in pochissimi sappiano che questi due musicisti sono la band della serata più vicina al loro “idolo”. Così vanno le cose, e dispiacersene è solo un vezzo fintamente snob. Viva l’underground, e viva il mainstream.




Tutti a casa? No, perché a sorpresa, all’una inoltrata, sul palco principale salgono i Surgical Beat Bros e gli OoopopoiooO. Una sorpresa, dicevamo, e di quelle veramente gradite. L’omeopatia sonora della follia!

 

Dopo il “delirio Calcutta”, con il #Day2 si torna a condizioni ambientali più a misura d’umano. Non c’è la folla del primo giorno, ma la gente è comunque tanta, del resto il “main act” della serata è quello di Francesco Motta, romano d’adozione e fresco, dopo il successo con i Criminal Jokers, di album d’esordio solista.

Si inizia alle 18.30 con Omini Gommini, progressivi, strumentali, rock e funk e ancora di più. Questi ragazzi sono davvero bravi: grande tecnica, attitudine live impeccabile, ottimi riferimenti dentro gli  strumenti e le loro felpette di tuta acetata.

Si passa poi al “Lake Stage” per i Folcast, che propongono brani del primo Ep e del loro nuovo album in uscita. Anche qui i riferimenti di genere si fondono: funk, blues, rock e soul. Melodicamente decisi nel suono e con un seguito di ammiratori già di tutto rispetto: da seguire anche in futuro.

4_CarloMartinelli_IMG_4123Si torna al palco “Nerone” per i potentissimi Lags, eredi del rock più duro “made in 90s” e di nuovo in riva al lago per Carlo Martinelli, che porta a Villa Ada il suo progetto solista, ben diverso dalle sonorità punk dei suoi Luminal. Irriverente e romantico, intimo e graffiante: l’ispirazione è sempre la stessa, ma declinata in maniera cantautoriale. Liriche sempre “tese” e spesso taglianti, che alternano la freddezza della lacrima e la prossimità della polvere. Un set intenso e straniante.

5_666_IMG_4268E ora ci si diverte sul serio: palco grande per i 666 e le loro versioni metal e punk degli 883. Tutti cantano, tanti saltano, e parte anche il primo pogo di Roma Brucia: un auto-ironico ed energico ponte ideale tra la controcultura della provincia, i “favolosi” anni ’90 e la musica che “fa rumore”.

Nessuna sosta: si fa avanti e indietro tra stage per sentire il raffinato indie-pop elettronico di CRLN, La Batteria, che presentano live l’album “Tossico Amore”, rielaborazione dei brani di Detto Mariano scritti per il film cult di Claudio Caligari “Amore Tossico”, e il folk d’autore di Galoni. Fino a quando, alle 23 in punto, arrivano Francesco Motta e la sua band.

9_Motta_IMG_4702Motta è tra gli autori di più importanti dell’attuale panorama rock italiano, e il suo ultimo album, primo da solista, ha rappresentato la sua definitiva consacrazione. L’attitudine sul palco non ha nulla da invidiare a quella dei più grandi rocker mondiali, la band d’eccellenza che lo accompagna in tour è potentissima e splendidamente capace di interpretarne sonoramente l’ispirazione artistica. Il live al quale abbiamo assistito a Roma Brucia è molto diverso da quello della presentazione del disco di fine aprile: meno fedele agli arrangiamenti del lavoro in studio, più profondo e intenso, a tratti anche cupo, ma capace di essere dirompente senza mai smettere di essere intimo. Sempre, in tutto, totalmente rock. In scaletta, ovviamente, la fanno da padroni i brani solisti, ma c’è spazio anche per i pezzi più amati dei Criminal Jokers. Francesco Motta, con la sua fine dei vent’anni, è entrato nella piena maturità artistica.

E’ finita. Una maratona musicale di due giorni, un concentrato del meglio di ciò che è nato o sta vivendo a Roma. Gruppi emergenti, realtà affermate, generi musicali diversi e un’atmosfera di gioia rara per un grande evento. Due headliners che hanno regalato emozioni e modi di vivere la musica dal vivo opposte, ma entrambe di fortissimo impatto. Calcutta e il live “per cantare”, Motta e la sua scelta di portare un set che sembrava costruito apposta per fare in un modo che il suo pubblico riascoltasse tutti i brani come se fosse una nuova prima volta. Roma Brucia 2016 è finito ed è stato un grande successo artistico e di pubblico. Chissà cosa uscirà di altrettanto valido dalla #scenaromana in questi prossimi dodici mesi? La certezza è che lo vedremo nella prossima edizione del festival.

8 Luglio 2016

John Canoe

The Flying Madonnas

Lucio Leoni

OU

Giancane

Ainè

Lucci + Giulia Ananìa

Mai Stato Altrove

Calcutta

9 Luglio 2016

Omini Gommini

Folcast

LAGS

Carlo Martinelli

666

CRLN

La Batteria

Galoni

Motta

Il Pubblico di Roma Brucia