L’Evo Mediatico di Marco Borrelli

a cura di Raffaella Ceres

Sperimentatore dell’arte popolare colta: così si legge fra le prime righe della bio di Marco Borrelli, cantautore intrepido e visionario. Lo abbiamo intervistato dopo aver ascoltato e visto il singolo Lettera del Vampiro (alla Vamp) contenuto in Omo (Parodoi/ CNI Music), secondo disco del progetto artistico Marcondiro, da Marco stesso ideato e prodotto. Trascinante e provocatorio come la sua vocazione artistica, il lavoro di Marco Borrelli racconta concetti semplici offrendo una doppia chiave di lettura che rende la sua produzione riconoscibile in un mare di ovvietà contemporanee proposte. L’ascoltatore può scegliere di fermarsi ad un primo approccio comunicativo che permette in maniera intuitiva di identificarsi in tematiche sociali comuni. Se si sceglie però di passare al secondo livello di ascolto si potranno notare numerose “Note al margine” che consentono all’ intrepido fruitore di aprire finestre di approfondimento multidisciplinari (arte, filosofia e letteratura e teatro).

Eccesso – apparenza – sostanza – contrasti – colori: in questa tempesta di parole sono racchiuse alcune caratteristiche che ti appartengono. Riesci a raccontare di te e del tuo ultimo singolo “ attraversando questa tempesta”?
“Lettera del Vampiro (Alla Vamp)” è una Ironica invettiva contro la Misoginia: l’ho scritta parafrasando una lettera di Antonin Artaud, in cui l’autore dichiara l’impossibilità di poter vivere un “sentimento così forte ed incontrollato”, preferendo una vita di routine ed un rapporto asettico, piuttosto che cedere all’inalienabile sentimento d’amore verso quella donna che non potrà mai appartenergli. In questa scelta del grande Profeta del Teatro della Crudeltà, c’è tutto il coraggio che lo ha sempre contraddistinto anche nelle scelte artistiche. Ecco, è questo coraggio che manca spesso all’ “OMO” contemporaneo che vive questo “Evo-Mediatico” di cui è succube, poiché è molto più semplice uccidere che perdonare ed è più facile abbandonare la sfida contro le tempestive fatalità della vita, che attraversarle senza versare sangue, divertendosi come matti con la persona amata.




Lettera del vampiro (alla Vamp): il video e la struttura del brano sono vincenti. La parola chiave potrebbe essere “inaspettato”. La ricchezza degli elementi proposti conduce il pubblico verso il “ chissà come finisce questa storia”. Cosa ne pensi?
Penso che se i fruitori fossero attenti come te, potrebbero trovare da soli la fine della strada e della storia! Quindi invito all’ attento #AscoltoVisivo, tutti i lettori di questa intervista! Gli inaspettati Vampiri, che cercano nelle vene della vita quotidiana il cuore della questione: Vivere d’amore o essere i sopravvissuti delle proprie passioni? Una Vamp “Marzullesca” risponderebbe: “il mio sogno è la pace e l’amore nel mondo”. La storia non finisce. “La storia insegna, la storia si ripete, la storia insegna a ripetere!” (cit. La Casta). Amen!

La scena della lettera finale è una metafora dedicata alla società. Tablet e telefonini nulla possono contro il potere di una Bic. Scriversi, oggi, che senso ha?
-PROLOGO: da Orwell 1984
-Scrivere una lettera (e non un messaggio), su un foglio bianco senza la possibilità di avere un’immediata risposta…
-Scriverla con una penna (popolare) poco costosa e che possibilmente, macchi il foglio e le mani di inchiostro…
-Scriverla da un luogo dove le onde radio non arrivano, i cellulari non prendono la linea ed ogni parola prende il tempo di un respiro profondo…
Poi bisogna spedirla, a chi la spediresti? Chi vorrebbe ricevere una lettera, che non sia una bolletta, una multa o (…) ? Se sai bene chi gradirebbe riceverla, bene, non aspettare il tempo di una breve estate, scrivila ed inviala!