I concerti della settimana a ‘Na Cosetta


‘NA COSETTA LIVE
Concerti dal 31 OTTOBRE al 6 NOVEMBRE
Via Ettore Giovenale, 54
Roma – Pigneto
Inizio concerti ore 22:00
PRENOTAZIONE CONSIGLIATA AL NUMERO 06.45598326
www.nacosetta.com
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/nacosetta
– INGRESSO GRATUITO –

Lunedì 31 ottobre
OPEN SWING LAB
Appuntamento con il laboratorio musicale dedicato agli stili del jazz e della cultura Swing ideato da Giorgio Cùscito con Gino Cardamone e Giuseppe Talone

Martedì 1 novembre
AN HARBOR
Federico Pagani in arte An Harbour fa tappa a Roma con il suo MAY TOUR per presentare il suo album d’esordio

Mercoledì 2 novembre
‘NA COSETTA JAZZ
FRANCESCO DIODATI meets CLAUDIO FILIPPINI

Giovedì 3 novembre
LORENZO KRUGER
‘na cosetta piano e voce
Il cantante e autore dei Nobraino porta in scena in un solo voce e pianoforte le canzoni più belle della carriera

Venerdì 4 novembre
SARAH DIETRICH
Voce degli storici Ardecore e guest dei Current 93, la cantante romana dopo un tour con THE NIRO e X-FACTOR torna implacabile sul palco di ‘na cosetta con i brani del suo ultimo album

Sabato 5 novembre
IRENE GHIOTTO
Con il suo “Pop simpatico con venature tragiche”, la giovane cantautrice vicentina si è aggiudicata la candidatura alla Targa Tenco come miglior opera prima

Domenica 6 novembre
DIEGO MANCINO
Cantautore e autore di razza sopraffina, dopo essersi dedicato negli ultimi anni a grandi collaborazioni scrive e presenta il suo nuovo album “Un invito a te”

​Riapre la cucina di ‘na cosetta e con lei anche la nuova stagione musicale del bistrot del Pigneto, che continua a sperimentare con sapore newyorkese nuovi abbinamenti tra socialità, ricercatezza enogastronomica e live show. “Pensala Speziata” è la direttiva di ‘na cosetta sia per le novità nel menù gourmet che per le proposte inserite nella programmazione musicale. Tutto segue un pensiero speziato alla ricerca della vivacità, delle collaborazioni e delle sfumature che si creano combinando sapori e sonorità che arrivano anche da lontano.

Lunedì 31 ottobre
OPEN SWING LAB
Torna il laboratorio musicale dedicato agli stili del jazz e della cultura Swing ideato da Giorgio Cùscito con Gino Cardamone e Giuseppe Talone

‘Na cosetta tutti i lunedì sera diventa OPEN SWING LAB, l’unico originale “gruppo di studio” degli stili del jazz classico e dello swing.
Un appuntamento fisso dedicato ai musicisti di qualsiasi estrazione e ai ballerini di lindy hop. Il salotto del bistrot, animato da musicisti e lindy hoppers, si trasforma in un grande laboratorio dove il jazz – suonato e raccontato – riscopre una delle sue declinazioni più antiche: la danza. Open Swing Lab è infatti più di una jam session, si tratta di una vera e propria scuola di musica a palco aperto. Direttore dei lavori, il sassofonista Giorgio Cùscito, consacrato durante il Roma Jazz Festival 2014 “Ambasciatore dello swing a Roma”, con lui sul palco Gino Cardamone alla chitarra e Giuseppe Talone al contrabbasso. Dopo il primo set, il trio diventa open swing lab e partecipano alla musica nomi noti del panorama jazzistico e ballerini di lindy hop, pronti a cimentarsi nella scoperta di un nuovo linguaggio.

Primo set
Giorgio Cùscito – sax tenore
Gino Cardamone – chitarra
Giuseppe Talone – contrabbasso

Secondo set: OPEN SWING LAB

Martedì 1 novembre
AN HARBOUR
Federico Pagani in arte An Harbour fa tappa a Roma con il suo MAY TOUR per presentare il suo album d’esordio

Federico Pagani, piacentino già attivo in svariati gruppi e ora all’opera da solista sotto il nome di An Harbor, ha pubblicato il suo album d’esordio “MAY” (This Is Core Records/Believe) lo scorso 30 settembre. Il titolo del disco nasce spontaneamente, come il mese in cui tutto è in fiore, come le possibilità che si potranno dare, forse anche come il nome di una donna. Federico ha messo in queste otto tracce le sue primavere e le speranze, ma anche le tristezze. “May” si colloca nel punto in cui la distinzione tra il mainstream e l’indipendente, tra ciò che è pop da radio e ciò che non lo è, non ha più alcun significato. “May” è rabbia, leggerezza, sicurezza delle proprie capacità ma anche curiosità, tenuti insieme dall’innato gusto di Federico. La maggior parte del lavoro è stata fatta dal musicista, da solo, con qualche aiuto importante: Cristiano Sanzeri alla produzione e registrazione, Pietro Beltrami ai piani acustici, elettrici e synth e Federico Merli alle batterie. Il suo singolo “By The Smokestack” ha dato il via a quello che sarebbe stato un successo annunciato. Il 2 ottobre è partito il MAY TOUR che vedrà An Harbor suonare da nord a sud, il primo novembre fa tappa nel club ‘na cosetta.

YouTube: By The Smokestack: https://www.youtube.com/watch?v=n4MFq5EELTM
FB: https://www.facebook.com/An.Harbor/
WEB: www.anharbor.com

AN HARBOR BIO
An Harbor è un progetto musicale di Federico Pagani, la sua chitarra e l’Alfa GT che li accompagna in giro per l’Italia (e forse non solo, un giorno o l’altro). Scrivono e suonano canzoni tutte uguali ma tutte diverse che parlano delle quattro cose che per loro contano nella vita: l’amore, l’odio, il rocknroll e non mollare mai.
An Harbor significa “un porto” in inglese, rievoca il mondo del mare, della navigazione e delle grandi esplorazioni, immaginario molto caro a Federico, ma sta a definire anche un luogo metaforico, un obiettivo, un fine a cui tutti siamo destinati, un ritorno sicuro dopo un viaggio bello e brutto che sia stato. inoltre con questa grafia vuole rievocare anche la città di Ann Arbor, Mitchigan, negli anni ’60 culla del movimento per i diritti civili, della New Left americana, del White Panther Party e patria di band come MC5 e Stooges.
An Harbor non è un nome d’arte ma semplicemente il nome che Federico ha scelto di dare a questo piccolo progetto legato alla manciata di storie che ha deciso di raccontare da un paio di anni a questa parte. è solo un “momento”, nato dopo diverse altre esperienze musicali molto differenti. nasce quasi per caso alla fine del 2013 e avrebbe dovuto essere solo un’esperienza estemporanea a breve termine ma improvvisamente dopo un eclatante e inaspettato successo mediatico diventa qualcosa destinato forse a durare più a lungo.
Dopo un lunghissimo tour attraverso l’Italia An Harbor ha pubblicato nel giugno 2015 il suo primo singolo “By the Smokestack”, in modo completamente autoprodotto. Con un arrangiamento che unisce folk, indie pop e suoni più r&b e urban il pezzo ha subito diviso il giudizio del pubblico.
Nel 2016, invece, porta a termine la lavorazione del suo primo disco ufficiale, “May”, uscito il 30 settembre.
An Harbor ha la presunzione di unire il rocknroll di Elvis, il soul di Marvin Gaye, il punk dei Bad Brains e il pop di Taylor Swift, ovviamente senza riuscirci.

Mercoledì 2 novembre
‘NA COSETTA JAZZ
FRANCESCO DIODATI meets CLAUDIO FILIPPINI

Per ‘na cosetta jazz calcano il palco del club il chitarrista Francesco Diodati e il pianista Claudio Filippini. I due accompagnati alla ritmica da Alessandro D’Anna alla batteria e Leonardo De Rose al contrabbasso suoneranno le loro composizioni originali. Diodati, votato per tre anni di fila come miglior chitarrista al JazzIt Award, è componente stabile nel quartetto di Enrico Rava e leader di importanti progetti originali come Neko, Yellow Squeeds. Tra le sue collaborazioni anche la cantautrice pugliese Erica Mou. Claudio Filippini invece ha collaborato con artisti come Wynton Marsalis, Donny McCaslin, Ben Allison, Tony Scott, Mike Stern e moltissimi altri (per cinque anni è stato il pianista di Mario Biondi). Solo qualche giorno fa è uscito il suo nuovo album “OVERFLYING”, registrato in piano solo per la CAM JAZZ, con brani originali, improvvisazioni estemporanee e perle che ha preso in prestito da Scarlatti, Beethoven, Prokofiev e Ravel.
Due mercoledì al mese il bistrot del Pigneto diventa un vero e proprio jazz club con luci soffuse e cocktail ispirati alle atmosfere newyorchesi della “cinquantaduesima strada”. Gli appuntamenti coordinati da Alessandro D’Anna alla batteria e Leonardo De Rose al contrabbasso propongono progetti inediti nel primo set per poi passare alle note degli standard jazz con la jam session del secondo set che vede coinvolti numerosi musicisti della capitale.

1 SET
Francesco Diodati, chitarra
Claudio Filippini, pianoforte
Leonardo De Rose, contrabbasso
Alessandro D’Anna, batteria

2 SET
Jam Session con i jazzisti della capitale e non solo

FRANCESCO DIODATI – BIO
Chitarrista che prende ispirazione dalla tradizione e guarda alla musica contemporanea, rock, folk, per sviluppare un linguaggio personale, combinando un approccio spontaneo alla melodia e al suono acustico con un brillante utilizzo di elettronica e effetti. Leader del Neko, di cui fanno parte Francesco Bigoni, Carlo Conti, Francesco Ponticelli ed Ermanno Baron, con i quali ha inciso due album per l’etichetta AUAND Records: Purple Bra nel 2010, Need Something Strong nel 2012, e del quintetto Yellow Squeeds, completato da Francesco Lento, Enrico Zanisi, Glauco Benedetti e Enrico Morello, con i quali ha registrato nel 2015 l’album “Flow, Home.” sempre per AUAND.
Dal 2014 fa parte del New Quartet del trombettista Enrico Rava, con il quale collabora anche in duo.
Dal 2010 è membro dell’ambizioso progetto MyanmarMeetsEurope, incontro tra musica europea e musica birmana, guidato dal compositore e contrabbassista tedesco Tim Isfort e patrocinato dal Goethe Institute, che lo ha portato a numerosi concerti in Europa e in Asia.
Inoltre dal 2013 collabora assiduamente con la cantautrice pugliese Erica Mou.
Attivo a livello nazionale e internazionale, è parte del Marcello Allulli Trio, del gruppo italo-francese Travelers di Matteo Bortone, del gruppo Abhra di Julian Pontvianne, Bobby Previte Plutino, di vari ensemble della cantante romana Ada Montellanico, dei Contemporary Five di Gaetano Partipilo e del gruppo di Simona Severini.
Fra le sue più recenti e notevoli collaborazioni in ambito jazzistico quelle con Jim Black, Dave Binney, Paolo Fresu, Antonello Salis, Shane Endsley, Sofia Ribeiro, Javier Moreno, Fabrizio Bosso, Roberta Gambarini, Greta Panettieri, Ada Montellanico, Gaetano Partipilo.
Nel 2013, 2014 e 2015 è stato votato come miglior chitarrista dell’anno nell’ambito del JazzIt Award, referendum della rivista JazzIt.

CLAUDIO FILIPPINI – BIO
Nato a Pescara nel 1982, Claudio Filippini si diploma giovanissimo in pianoforte presso il Conservatorio “G.B. Pergolesi” di Fermo. Durante il suo percorso di studi ha avuto modo di incontrare musicisti come Herbie Hancock, Kenny Barron, George Cables, Jimmy Owens, Joey Calderazzo, Enrico Pieranunzi, Franco D’Andrea, Otmaro Ruiz, Stefano Bollani, Stefano Battaglia.
A 17 anni vince la sua prima borsa di studio per il Columbia College Of Music di Chicago e successivamente quelle dei Seminari Senesi di Musica Jazz (2000) e del workshop We Love Jazz con Kenny Barron (2001).
Nel 2002 gli viene assegnato il 1° premio al Concorso Europeo per piano solo Yamaha Music Foundation Of Europe e l’anno successivo il Premio Massimo Urbani (Giuria e Pubblico).
Negli ultimi anni ha suonato in numerosi club e festival in tutto il mondo tra cui Sweet Rhythm (New York), Jazz Showcase e Andy’s Jazz Club (Chicago), Blue Note Jazz Club (Nagoya e Tokyo), Ronnie Scott’s (Londra), Jazz at Pearl’s (San Francisco), Montreux Jazz Festival, Umbria Jazz (Perugia), Akbank Sanat Jazz (Istanbul),The Jazz Bistro (Toronto).
Nel 2007 entra a far parte del quartetto di Maria Pia De Vito e del quintetto Apogeo di Giovanni Tommaso.
Nel 2008 realizza “Space Trip”, concept album per trio jazz ed elettronica. Il disco, presentato alla Casa del Jazz di Roma, ottiene un notevole successo di critica.
Dal 2010 al 2015 è il pianista della band di Mario Biondi e si esibisce con lui in numerose tournée nei più grandi teatri delle principali città italiane e straniere e partecipa con lui in diverse trasmissioni radiofoniche e televisive come “Parla con me” (Rai 3), “Niente di personale” (La7).
Nel 2011 pubblica per la prestigiosa etichetta Cam Jazz il cd “The Enchanted Garden”, registrato in trio con Luca Bulgarelli e Marcello Di Leonardo e nello stesso anno con Fabrizio Bosso registra il cd “Enchantment”, omaggio a Nino Rota, registrato presso gli Air Studios di Londra con la London Symphony Orchestra.
Nel 2012 Filippini si esibisce in piano solo nell’Auditorium dell’Istituto Italiano di Cultura di Addis Abeba (Etiopia) e, ad aprile dello stesso anno, torna a Chicago per una serie di concerti con il suo primo quintetto fondato nel 1999 insieme a Max Ionata Page. Successivamente si esibisce in Giappone con il quartetto di Fabrizio Bosso.
Nel 2013 costituisce un nuovo trio con Palle Danielsson al contrabbasso e Olavi Louhivuori alla batteria e insieme a loro pubblica gli album “Facing North” (Cam Jazz 2013) e “Breathing in Unison” (Cam Jazz 2014) che ottengono moltissimi consensi di critica sui principali quotidiani italiani, sul web e sulle riviste specializzate.
Nel 2015 ritorna alla testa del suo trio italiano con Luca Bulgarelli e Marcello Di Leonardo pubblicando l’album “Squaring The Circle” (Cam Jazz 2015) festeggiando così i 10 anni del sodalizio artisitico con il suo trio.
Nel 2015 viene invitato a tenere una masterclass di piano jazz e armonia presso il Columbia College of Music di Chicago e ad esibirsi in piano solo nell’Auditorium della Sherwood Community presso il medesimo istituto.
A fine 2015 Filippini fonda il sestetto “DIRTY 6” composto da Gianfranco Campagnoli alla tromba, Daniele Scannapieco al sax, Roberto Schiano al trombone, Tommaso Scannapieco al basso e Lorenzo Tucci alla batteria. Con questa band Filippini, autore dei brani e degli arrangiamenti, si esibisce ad Umbria Jazz Winter 2015 per una serie di concerti che coprono tutta la durata del festival.
Nel corso degli anni Claudio Filippini ha avuto modo di esibirsi sul palco insieme a Wynton Marsalis, Donny McCaslin, Ben Allison, Tony Scott, Mike Stern, Noa, Giovanni Tommaso, Maria Pia De Vito, Battista Lena, Mario Biondi, Chiara Civello, Simona Molinari, Enzo Pietropaoli, Francesco Bearzatti, Bebo Ferra, Fabrizio Bosso, Daniele Scannapieco, Lorenzo Tucci, Giovanni Amato, Max Ionata, Maurizio Rolli, Gaetano Partipilo, Nicola Conte, Dario Deidda, Nick “The Nightfly”, Roberto Gatto, Stefano Di Battista, Dario Rosciglione, Fabio Zeppetella, Alfredo Paixao, Israel Varela.

Giovedì 3 novembre
LORENZO KRUGER
‘na cosetta piano e voce
Il cantante e autore dei Nobraino porta in scena in un solo voce e pianoforte le canzoni più belle della carriera

Il cantante e autore dei Nobraino porta in questo tour solo la sua voce e i tasti del pianoforte a cui si immobilizza per mettere in scena canzoni alla loro essenza, ripulite da qualsiasi arrangiamento e postura scenica. Lorenzo Kruger proporrà le canzoni più belle scritte per i Nobraino in una veste inedita: nella versione in cui sono state scritte. In scaletta Bifolco, Film Muto, Record del Mondo, Tradimento, Cani e Porci e diverse altre. Cosa ne uscirà? Qualcuno dice che “le canzoni sono come le persone, se sono belle stanno bene con qualsiasi vestito”. Kruger con i Nobraino ha all’attivo 6 dischi e più di mille concerti. Le sue performance come frontman di questa band sono note per essere fuori dagli schemi, provocatorie e divertenti. Molti lo ricordano per essersi rasato a zero sul palco del primo maggio durante un pezzo pacifista.




NOBRAINO – BIO
Conosciuti per i live adrenalinici e fuori dagli schemi, i Nobraino sommano a una sana dose di fisicità che il palcoscenico fa fatica a contenere, un’uguale quantità di cinico rock d’autore. Deformazioni sarcastiche inscatolate in una sghemba lirica contemporanea sono il loro marchio di fabbrica. Con l’uscita di “No Usa! No UK!” nell’aprile del 2010, grazie anche a un fitto passaparola e ai tanti concerti, i quattro si sono guadagnati il titolo di band rivelazione del panorama indipendente italiano.
In base a quanto riferiscono i membri della band provavano in una saletta improvvisata nei magazzini della palestra. Nel 2006, sotto produzione di Andrea Felli esce The Best Of, disco che raccoglie i lavori dei Nobraino dagli esordi sino al 2006. Tra il 2007 e il 2008 partecipano a molte manifestazioni locali e anche come gruppo spalla di Roy Paci & Aretuska, Marta sui tubi e Morgan.
Questo periodo particolarmente prolifico porta alla produzione di Live al Vidia Club, disco live che contiene 7 inediti e 2 cover (Morna di Vinicio Capossela e Ma che freddo fa di Franco Migliacci e Claudio Mattone, incisa in origine dai Rokes e da Nada). In questo periodo i Nobraino vincono diversi riconoscimenti come DemoRai e Sele d’oro. Nel 2008 vincono il premio MArteLive e firmano un contratto discografico con la MArteLabel.
Nel 2010 esce l’album No USA! No UK!, prodotto sotto la direzione artistica di Giorgio Canali ed edito dall’etichetta discografica indipendente MArteLabel; il 19 febbraio dello stesso anno partecipano al Dopo-Festival di Sanremo, l’11 e il 12 marzo, l’1 e il 4 giugno e il 18 e 19 novembre sono ospiti della trasmissione di Serena Dandini, Parla con me. Nello stesso anno vincono il sondaggio “Nuova Musica Italiana”, indetto dalla rivista mensile xL. Sempre nel 2010 il brano L’onesta monarchia di Luigi Filippo viene inserito nella compilation La leva cantautorale degli anni zero.
Il 3 marzo 2011 i Nobraino inaugurano a Longiano il Fantomatico Tour dei Teatri, un tour in cui propongono, di teatro in teatro, nuovi pezzi in forma acustica. Ad accompagnarli, oltre al trombettista Barbatosta, c’è il violinista Laurence Cocchiara (Sig. Laurence) dei This Harmony. Sempre nel 2011 hanno vinto al MEI di Faenza il premio speciale per il “miglior tour dell’anno”. In novembre si sono esibiti come ospiti al Teatro Ariston di Sanremo in occasione del Premio Tenco.
Nel gennaio 2012 annunciano l’uscita dell’album Disco d’oro, pubblicato il 9 marzo seguente per MArteLabel. Il disco, registrato da Manuele “MaxStirner” Fusaroli, contiene i singoli Film muto e Record del mondo. Il 1º maggio 2012 partecipano al Concerto del Primo Maggio a Roma, facendosi notare per l’originale esibizione che accompagna l’esecuzione de Il mangiabandiere.
Nel 2013 si dedicano alle registrazioni del successivo album e ad una tournée che tocca ogni regione d’Italia in cui presentano diversi nuovi brani come Bigamionista, Lo scrittore ed Esca viva.
Il 10 gennaio 2014 viene pubblicato il singolo Bigamionista, che anticipa la pubblicazione del nuovo album in studio della band, prevista per il 4 febbraio su Warner Music. Il brano racconta di un camionista che lavora per anni sulla tratta Marsiglia-Siviglia e che decide di prendere moglie in entrambe le città (da qui il titolo, crasi di “bigamo” e “camionista”). Il video del singolo è diretto da Gianluca “Calu” Montesano. Con uno spot-cortometraggio pubblicato su Vimeo il 17 gennaio 2014 presentano il titolo del disco, che è L’ultimo dei Nobraino.
Il 1º maggio 2014 il gruppo si esibisce a Taranto in occasione del concerto del Primo Maggio organizzato dal Comitato dei cittadini e lavoratori liberi e pensanti (direttori artistici Michele Riondino e Roy Paci, conduttori Luca Barbarossa, Valentina Petrini e Andrea Rivera) e che vede la partecipazione anche di Vinicio Capossela, Caparezza, Afterhours, Sud Sound System, Tre allegri ragazzi morti, Après La Classe, 99 Posse, Paola Turci e altri artisti.

Venerdì 4 novembre
SARAH DIETRICH
Voce degli storici Ardecore e guest dei Current 93, la cantante romana dopo un tour con THE NIRO e X-FACTOR torna implacabile sul palco di ‘na cosetta con i brani del suo ultimo album

Voce degli storici Ardecore e guest dei Current 93, la cantante romana Sarah Dietrich (fresca di partecipazione a X-Factor) ha appena pubblicato il singolo “Implacabile” e torna sul palco di ‘na cosetta per anticipare i brani del suo ultimo album in uscita nei primi mesi del 2017, un lavoro discografico che si muove tra raffinate sonorità pop d’autore. Un lavoro creato in sinergia con Davide Combusti (in arte The Niro) e con la collaborazione di Michele Braga autore della colonna sonora del film Lo chiamavano Jeeg Robot.

Implacabile, video ufficiale: https://www.youtube.com/watch?v=qtya7JykMaw

SARAH DIETRICH – BIO
Nasce a Roma nel 1984. Dal 1998 intraprende lo studio del canto (lirico e leggero), con approfondimenti nel corso degli anni sulla ricerca e la sperimentazione vocale. Autrice e compositrice di alcune colonne sonore per il cinema (tra le altre “L’Apetta Giulia e la Signora Vita”, che la vede duettare con Raf e Irene Grandi), dal 2009 collabora come cantante negli Ardecore, gruppo pop folk in cui reinterpreta brani antichi della tradizione romanesca.
Tra i vari riconoscimenti gli Ardecore vincono anche la “targa Tenco” come migliore opera prima; nel 2010 esce “San Cadoco” il terzo lavoro degli Ardecore, un album doppio, che la vede protagonista.
Insieme con la band Sarah Dietrich gira l’Italia, tra locali e festival. Nel 2011 incontra David Tibet, leader di uno storico gruppo folk inglese, i Current 93, e farà insieme a loro , in qualità di cantante ospite, diversi concerti in Inghilterra e in Italia. Sempre nel 2011 consegue il diploma inferiore di canto lirico presso il Conservatorio di musica classica “Alfredo Casella” de L’Aquila.
Nella seconda metà del 2014 si interrompe la collaborazione con gli Ardecore ed inizia un nuovo percorso solista con la produzione artistica di Davide Combusti (in arte The Niro) e Michele Braga con cui realizza nel 2016 un nuovo album.

Sabato 5 novembre
IRENE GHIOTTO
Con il suo “Pop simpatico con venature tragiche”, la giovane cantautrice vicentina si è aggiudicata la candidatura alla Targa Tenco come miglior opera prima

Con il suo “Pop simpatico con venature tragiche”, album uscito nel gennaio del 2016, la giovane cantautrice vicentina si è aggiudicata la candidatura alla Targa Tenco come Miglior Opera Prima. Un talento che si era fatto già notare nel 2013 alla 63esima edizione del Festival di Sanremo, presentando nella categoria ‘Nuove Proposte’ il brano ‘Baciami?’ (secondo posto della classifica ‘Miglior arrangiamento’).

La strada sbagliata: https://www.youtube.com/watch?v=aImjefvFduw
Baciami? – https://www.youtube.com/watch?v=GfdzLjFZTCA

IRENE GHIOTTO – BIO
Irene Ghiotto è una cantautrice di trent’anni, nata e cresciuta nella provincia di Vicenza. Comincia a suonare la chitarra da autodidatta nell’adolescenza e si affaccia istintivamente alla scrittura di canzoni. A diciassette anni si iscrive al corso di canto jazz alla ‘Theloniuos music school’ di Vicenza, che frequenta per cinque anni, e studia privatamente pianoforte. L’attività live inizia presto, con le prime esperienze formative in gruppi cover giovanili. Nel 2007 si instaura una proficua collaborazione con i Pensierozero, che incidono un primo demo di brani inediti al ‘Basement Studio’ di Vicenza, con l’aiuto del pianista compositore Diego Michelon (insegnante del CPM di Milano, musicista turnista). I Pensierozero vincono il Premio Lunezia Sezione band (seconda segnalazione) nel 2008 e si classificano finalisti a Sanremolab e Sanremoweb nel 2009. Nel 2010 partecipano alle finali del Premio Fabrizio de Andrè e vincono il Premio Armonie Culturali del concorso veneziano per band emergenti ‘Jesolo music Festival’.
Nel 2010 prende vita il progetto ‘solista’, avviato grazie all’incontro e alla collaborazione con Carlo Carcano, compositore e arrangiatore (Bluvertigo, Morgan, Piccola Bottega Baltazar). Irene partecipa alle selezioni di Sanremosocial 2011 con il brano ‘Gli amanti’.
Nell’ottobre 2011 entra a far parte del cast di StarAcademy, il talent show di Rai 2 condotto da Facchinetti, che chiude prematuramente. Nel dicembre 2012 è una dei due vincitori di AreaSanremo. Nel febbraio 2013 partecipa alla 63esima edizione del Festival di Sanremo, categoria ‘Nuove Proposte’. Il brano ‘Baciami?’ si posiziona al secondo posto della classifica ‘Miglior arrangiamento’. Il 14 febbraio 2013 esce il suo primo Ep omonimo. Nell’autunno del 2013 incide un riarrangiamento del brano ‘Tensione evolutiva’ di Jovanotti. Il videocilp, che vede la partecipazione dell’illustratrice performer Francesca Dafne Vignaga, viene inserito nel contenitore web Jova.tv.
Nell’ottobre 2015 Irene vince l’undicesima edizione del Premio Bianca D’Aponte, edizione 2015, aggiudicandosi anche la targa ‘Miglior Composizione’ e il premio ‘Musica e Dintorni’ del Blog di Antonio Salerno e Mara Maionchi.
Nel dicembre 2015 prende forma il progetto di musica electro pop, nato dall’incontro e la co-scrittura con il cantautore Fabio Cinti. Esce in digitale ‘The thin Lie’, un album interamente scritto in lingua inglese, distribuito dall’etichetta ‘Bassa fedeltà’.
Nel gennaio 2016 esce il primo disco solista ‘Pop simpatico con venature tragiche’ (pubblicato dall’etichetta discografia indipendente MarvisLabel) di cui la cantautrice cura la stesura di testi e musiche, la produzione artistica e l’intera esecuzione in studio. Il disco si aggiudica la candidatura alla Targa Tenco come Miglior Opera Prima.
Accanto all’attività di cantautrice, Irene insegna canto pop, scrittura creativa, songwriting e musica d’insieme nell’associazione culturale e musicale ‘Altramusica’.

FB: https://www.facebook.com/ireneghiottoofficial/

Domenica 6 novembre
DIEGO MANCINO
Cantautore e autore di razza sopraffina, dopo essersi dedicato negli ultimi anni a grandi collaborazioni scrive e presenta il suo nuovo album “Un invito a te”

Cantautore e autore di razza sopraffina, Diego Mancino dopo essersi dedicato negli ultimi anni a grandi collaborazioni porta sul palco di ‘na cosetta il suo nuovissimo album “Un Invito a te”.
Il nuovo disco è scritto e prodotto da Mancino con la collaborazione di Dario Faini, Stefano Brandoni (in “Avere fiducia”) e William Nicastro (in “Molte cose insieme “), contiene otto brani inediti e la cover del brano di Tenco “Ragazzo mio”. Diego Mancino, già autore di brani di successo (interpretati tra gli altri da Francesco Renga, Emma Marrone, Noemi, Cristiano De André, Nina Zilli e altri) ha realizzato il nuovo album attraverso Music Raiser, piattaforma leader nel crowdfunding musicale in Italia, che ha finanziato la registrazione dei brani inediti. Successivamente ha firmato un contratto discografico con Universal Music, cosa che non ha comportato nessun “cambio di rotta” per i sottoscrittori di Music Raiser.

Succede d’estate, video ufficiale (con Ambra Angiolini e Lorenzo Quaglia): https://www.youtube.com/watch?v=xRLFthirSdQ
Cose che cambiano tutto: https://www.youtube.com/watch?v=Ot2V-pIOb6k

DIEGO MANCINO – BIOGRAFIA
Diego Mancino inizia Il suo percorso cantautorale dopo la decisione di lasciare il sound più duro che aveva caratterizzato i suoi precedenti lavori . Nel 2005 pubblica l’album Cose che cambiano tutto, che riceve molti elogi dalla critica specializzata.
Nel 2006 registra con Fabri Fibra il brano Idee stupide, presente nell’album del rapper, Tradimento.
Nel 2008 pubblica il suo secondo album, L’evidenza.
Nel 2011 insieme a Matteo Buzzanca è coautore di musiche e testi del singolo Odio tutti i cantanti e coautore del testo di Musa contenuti nell’album RossoNoemi di Noemi Official.
Nello stesso anno collabora con Daniele Silvestri all’album S.C.O.T.C.H. nel brano Acqua Che Scorre. Collaborazione che si rinnova anche nel recente Acrobati nel brano L’Orologio.
Nel 2012, Mancino partecipa come autore al Festival di Sanremo con il brano La Tua Bellezza (scritto insieme a Dario Faini) ed interpretato da Francesco Renga. Nello stesso anno è autore del brano La felicità che Nina Zilli pubblica nel suo album L’amore è femmina. Nel 2012 pubblica il suo terzo album È necessario. Nel 2014 partecipa al Festival di Sanremo come autore di Un uomo è un albero di Noemi e Il cielo è vuoto di Cristiano De André. Nel 2015 ha cofirmato due brani del nuovo album di Emma Marrone “Adesso”: Quando le canzoni finiranno ed Il Paradiso Non esiste. Quest’ultimo brano è il singolo scelto per promuovere l’album nell’estate 2016.
A settembre 2016 viene pubblicato il suo nuovo album “Un Invito A Te”.

IL DISCO – Traccia per Traccia

IL SUO AQUILONE (Diego Mancino, Dario Faini)
L’ingresso all’ascolto di questo disco è una canzone con tamburi che chiamano alla battaglia. Il suo aquilone è una canzone che dipinge il senso di resa (essere abbandonati alle mani di una persona come un aquilone nelle mani di qualcuno) contrapposto ad un senso di resistenza ad un mondo ostile.

ERA SOLO IERI (Diego Mancino, Dario Faini)
Ho voluto raccontare a mio modo una storia semplice che si svolge in un quartiere di una qualsiasi città: ragazzi che vanno altrove per scoprire il mondo l’adolescenza la voglia di non essere allineati.

SUCCEDE D’ESTATE (Diego Mancino)
In ogni disco che faccio cerco di mettere una canzone sull’estate. È un tema che amo moltissimo, è puro esistenzialismo. La mia è sempre una cupa estate, dark direi, il sole estivo quasi un nemico. Un palcoscenico su cui tutto diventa una esperienza emotiva.

AVERE FIDUCIA (Diego Mancino, Stefano Brandoni)
È stata scelta proprio dai raisers, è una canzone amara, impietosa per certi versi. Ma davvero reale. Umana mi viene da dire. Come molte di queste canzoni è stata scritta in un appartamento guardando fuori dalla finestra, guardando le persone camminare verso chissà dove. Ma parlavo a Stefano ( Stefano Brandoni ) mentre stavamo scrivendo. È qualcosa che volevo dire a noi due.

RAGAZZO MIO (Luigi Tenco)
Ho registrato questa versione di ragazzo mio perché dice parole attualissime, e metterla in questo disco mi permette di chiudere un cerchio con certe cose della mia vita. Amo Luigi Tenco ovviamente, ma questa è proprio una canzone più grande persino di lui.

UN INVITO A TE (Diego Mancino, Dario Faini)
Questa è la canzone che ha dato inizio a tutto. Un invito alla partecipazione emozionale, alla comprensione e al coraggio. Detto così potrebbe sembrare anche un po’ noioso, ma la chiave di tutta la musica romantica è proprio la compassione.

MALEDETTA VOLONTÀ (Diego Mancino, Dario Faini)
Quando scrivo con Dario Faini è molto facile scoprire territori nuovi, in questo caso però abbiamo giocato a fare i genovesi. Scrivere una canzone sulla volontà mi ha obbligato a chiedermi che cosa voglio veramente. La mia canzone non lo dice. Quando la ascolto mi rendo conto che è eccessiva, è esposta, cantata in maniera esagerata. E’ una forma intima di punk credo.

LA VERITÀ È IMMOBILE (Diego Mancino, Dario Faini)
Non avevo mai parlato di pace, non pensavo di scriverci una canzone, ma oggi sento di poter dire cosa mi dà pace, a me personalmente. Poi mi sono reso conto che i punti di vista delle persone cambiano radicalmente a seconda dei desideri e in qualche modo la canzone dipinge proprio questo.

MOLTE COSE INSIEME (Diego Mancino, William Nicastro)
Il finale di questo disco è una canzone davvero teatrale, con una prima parte molto classicamente romantica, quasi del secolo scorso, e un finale eccessivo e clamoroso, per dire che nonostante i nostri difetti, con la comprensione reciproca, la compassione, possiamo fare qualsiasi cosa. Prendersi cura di chi si ama, degli altri. Sembra un messaggio cristiano mi rendo conto, ma in fondo l’amore è la cosa più anarchica che conosco.

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