[Intervista] Giuliano Crupi: non lasciamoci (s)travolgere dalla routine


a cura di Raffaella Ceres

Qualche giorno fa vi abbiamo mostrato il video del suo nuovo singolo, Impronte.
Oggi è lo stesso Giuliano Crupi che ci racconta qualcosa in più del suo progetto musicale, originale labirinto sociale fra riflessioni e nuove speranze.

“Impronte” è il titolo del tuo nuovo singolo ed è anche il tuo particolare punto di vista per denunciare in musica un momento di grande disagio sociale. Come è nato questo progetto?
Non smetto mai di lasciarmi ispirare dalla realtà che mi circonda e non smetto mai di scrivere. Dopo aver scritto “Impronte”, ho percepito sin da subito che dovesse essere l’apripista del mio nuovo progetto musicale perché risuonava molto potente dentro di me e così è stato. Tutto è nato in modo molto libero, autentico, spontaneo, senza nessuna pressione o fretta esterna

Di forte impatto emotivo e con un taglio decisamente originale, nel tuo brano racconti di nuove impronte che stanno calpestando le impronte già esistenti e che non riusciamo più a distinguere. Cosa puoi aggiungere?
Senza rischiare di essere retorici, il punto è che non ci rendiamo conto di quanto siano importanti le impronte umane. Nella mia infanzia passavo interi pomeriggi (e d’estate intere giornate) a giocare fuori con gli amici mentre oggi i cortili sono vuoti e gli adolescenti (e non solo loro) tendono sempre di più a vivere nel mondo virtuale (social, internet, videogiochi ecc), perdendo quella parte fondamentale che comprende il contatto visivo, l’ascoltare e l’essere ascoltati attivamente. Il contatto umano, l’aria aperta, il confronto costante con gli altri esseri viventi sono basilari per la nostra psiche perché fondamentalmente siamo animali sociali. Molto spesso il problema parte dai genitori che, “travolti” dalla routine quotidiana di una vita sempre più frenetica, trovano più semplice piazzare il figlio davanti ad uno schermo, piuttosto che trascorrere attivamente il tempo con lui. Questo crea dei danni enormi e, fortunatamente, sono gli esperti in primis a denunciarlo. Io sono solo un osservatore che trae riflessione e ispirazione da ciò che gli gira intorno.




“Non ti accorgi di quello che hai” canti in Impronte. E’ questo secondo te l’aspetto peggiore di questo periodo storico e sociale?
Collegandoci alla domanda di prima, siamo la generazione del “tutto e subito”, del clicco e compro, clicco e mi istruisco, clicco e trovo l’amore. Questo, a mio avviso, non ci fa percepire più l’importanza delle cose che abbiamo che, appunto, tendono a scivolarci dalle mani senza neanche accorgercene. Vorrei che questa canzone desse uno spunto di riflessione a tutti quelli che, in fondo, percepiscono la stessa sensazione.

Come possiamo superare questo disagio? Osservando il video del tuo singolo sembrerebbe che tu suggerisca l’arte come un possibile strumento.
Hai colto il punto. L’arte, o comunque una forte passione verso qualcosa, è lo strumento per liberarci da questo eccesso di virtuale, per aiutarci a risollevare lo sguardo verso la vita, verso le cose che contano. Io cerco, attraverso la mia musica, ma anche nella vita di tutti i giorni, di portare alta la bandiera di questo messaggio. Non lasceremo mai impronte nelle vite degli altri se passeremo tutto il nostro tempo con lo sguardo basso su uno schermo, anzi, sarà proprio quello schermo a farci perdere tutto il bello che ci gira intorno, a partire dagli occhi di un altro essere umano.

Un progetto musicale in divenire che racconterà cosa?
Racconterà la mia verità, il mio punto di vista sulle cose. Non esiste una sola verità perché la verità di per sé non è oggettiva ma soggettiva. La cosa che desidero di più è quella di non perdere mai la mia autenticità, neanche se fosse l’unico modo per arrivare al successo.

Cosa senti di aver aggiunto a Giuliano come persona e come artista con questo tuo nuovo progetto?
Sento di essere cresciuto profondamente, come persona e come artista. Ogni tanto riascolto le prime canzoni che ho scritto 13-14 anni fa e mi strappano un sorriso perché naturalmente ero acerbo. Oggi, grazie alle esperienze umane e artistiche vissute, mi sento un vero artista, nel modo di pensare prima che nella musica e “Impronte” credo ne sia la dimostrazione, soprattutto per la fantastica accoglienza che sta ottenendo dalla persone che lo ascoltano, sia addetti ai lavori che pubblico. Ne sono molto soddisfatto, così come sono molto soddisfatto del videoclip che lo fortifica molto ma sono sempre alla ricerca di una nuova canzone che stupisca in primis me stesso, quindi non mi accontenterò mai di un risultato positivo. Ora però un po’ me lo godo, sperando che voli molto in alto.