Timido: contrasti e passioni in musica. La chitarra di Davide Liperoti, la sua voce e tante idee da raccontare


a cura di Raffaella Ceres
foto di Melissa Iannace

Abbiamo conosciuto così Davide Liperoti, cantautore modenese, grazie a quel crocevia musicale patria di interessanti scoperte che è stato il recente Casa Sanremo 2015. Ragazzo di poche parole ma buone, battuta pronta e una profonda conoscenza del mondo delle sonorità, caratteristica che lo porta a ricercare in sala prove e d’incisione, sperimentazioni e linee stilistiche precise e accattivanti. Con il suo primo singolo “ Timido” , Davide si è lanciato verso l’avventura del palco del Primo Maggio di Roma. Si presenta oggi a 06live.

Progettare e riprogettare la tua musica: questi due elementi mi hanno colpita nella descrizione del tuo percorso artistico. Partendo da questo, cosa significa per Davide progettare e riprogettare?

Progettare e riprogettare significa restare in movimento, evolversi, cercando di migliorare costantemente il proprio lavoro. Negli anni i gusti musicali cambiano e l’esperienza ti aiuta a guardare le cose in modo più critico. Le canzoni fotografano la percezione che hai della vita nel momento in cui le scrivi, per questo ce ne sono alcune che col tempo pensavo non mi rappresentassero più, mi sbagliavo. A seconda dell’arrangiamento un brano può trasmettere emozioni diverse, inesplorate e rivelarsi più attuale che mai.

Sei in selezione per il concerto del Primo Maggio di Roma. Perché hai pensato di vivere questa esperienza e con quale brano ti presenti?

Suonare al concerto del Primo Maggio a Roma credo sia il sogno di ogni artista emergente, o quantomeno il mio! Scrivere
canzoni nasce dall’esigenza di comunicare e avere la possibilità di cantarle in  un contesto del genere sarebbe un’esperienza incredibile ed indimenticabile. Mi sono iscritto con “Timido”, il brano con cui ho esordito in radio, anche per dare continuità al lavoro che sto portando avanti; al tempo stesso avrei la possibilità di presentare anche altri brani.




Timido, il tuo primo singolo che abbiamo ascoltato con interesse, è un giro di musica e parole fra il mondo delle emozioni. Ha uno stile che strizza l’occhio al cantautorato italiano più contemporaneo. Tu cosa ci dici?

E’ una canzone volutamente ironica che descrive quello che a tutti è capitato di vedere/vivere in un classico venerdì sera. Presi dall’entusiasmo e dalla voglia di sentirsi disinibiti si tende ad alzare il gomito pensando di essere più sciolti nell’approccio sociale. Chiaramente agli occhi di chi il gomito non lo ha alzato l’impressione data è ben diversa. Sono giochi di parole incalzanti accompagnati da una musica semplice, a tratti nostalgica che ricorda il pop inglese. L’ho scritta alcuni anni fa e rientra a pieno titolo nel discorso che facevamo all’inizio, pensavo non mi rappresentasse più, invece un vestito nuovo l’ha portata ad essere il singolo d’esordio.

C’è un Album che seguirà il tuo singolo? Quali sono i tuoi prossimi progetti?

L’album è già pronto, in attesa di essere pubblicato. E’ stato un lavoro intenso ed emozionante che mi rappresenta pienamente e di cui sono molto soddisfatto. Il prossimo passo sarà la sua pubblicazione con l’uscita di un nuovo singolo, anche se non vedo l’ora di tornare in studio per mettere mano alle canzoni che sto scrivendo in questo periodo.

Ascoltandoti, l’aggettivo che associo alla tua musica è “ freschezza”. Tu come definisci ciò che fai?

E’ difficile definire il proprio lavoro, ma se dovessi descriverlo in due parole potrei dire spontaneo e diretto. Cerco di esprimere con semplicità la complessità delle emozioni, le traduco in immagini e le coloro con la musica.

Davide e la musica: sapresti raccontare “nel tempo di una frase” cosa rappresenta il vostro rapporto?

Direi una relazione inevitabile fatta di amore, contrasti e passione, da cui non posso prescindere.