[Intervista] E’ nel quotidiano la lotta per un futuro migliore: Benedetta Rustici è Bia

a cura di Raffaella Ceres

Non ci stancheremo facilmente di raccontarvi e sostenere il nuovo crowdfunding per promuovere il secondo cortometraggio dedicato alle periferie firmato dalla regia di Valerio Nicolosi. Questa volta vi proponiamo l’intervista a Benedetta Rustici, protagonista femminile di Bar(n)Out 2.niente. Vi proponiamo inoltre la visione del primo cortometraggio: le emozioni forti hanno bisogno del sostegno di ciascuno di noi per continuare a volare alto.

Bia, una vita a rincorrere la vita. Cosa ha significato interpretare questo ruolo?
Bia è un personaggio denso e scomodo, un’anima pura in vesti scabrose, una creatura che ha sete di vita in una storia senza speranza. Interpretare questo ruolo ha significato calarsi nella quotidianità di una persona che nonostante lotti per un futuro migliore, inciampa ogni giorno nella realtà difficile della periferia. Ecco perché insieme a Valerio ho deciso di darle voce, perché se lo merita, come tutta la gente che continua a credere e avere coraggio.

Nel prossimo progetto sarà proprio il tuo personaggio a raccontare la vita sotto il cielo delle periferie. Come ti stai preparando ad affrontare questo nuovo passaggio?
Il personaggio sarà lo stesso di Bar(n)out trattandosi del prequel a Bia. Sto raccogliendo testimonianze dirette di chi, come Bia, non è nato con la camicia, soprattutto di donne. Oltre a questo, sto cercando di eliminare il giudizio: per continuare a cercare in questa direzione non bisogna spaventarsi di ciò che comunemente è sbagliato o sconveniente. Nel nuovo corto ci sono meno scene di sesso e violenza diretta rispetto al precedente Bar(n)out, ma le sofferenze alle quali il mio personaggio è sottoposto sono pesanti allo stesso modo, difficile pesare la disperazione.




Perché è importante il progetto di Bar(n)out?
Bar(n)out è un progetto ambizioso, Valerio è una persona ambiziosa, ogni persona che ha lavorato sul set lo è ma soprattutto è la storia ad esserlo. In questo momento in cui sembra che si debba essere per forza vincenti, patinati e sulla cresta dell’onda, credo sia necessario più che mai restituire al pubblico un po’ della propria miseria, per ricordarsi che nessuno è bello, profumato e senza problemi come sulle copertine dei giornali, che c’è chi perde, e che sbagliare non è una colpa ma solo un dato di fatto. Raccontare questa storia significa far venire a galla l’altra realtà, quella disagiata, quella che non piace raccontare a chi vuole tenerci buoni e stupidi

Qual è, secondo te, l’unica strada percorribile per ottenere riscatto nella vita?
Riuscire ad avere un pensiero critico, per non farsi fregare da chi ha la verità in tasca…(beati loro!) Per farlo credo sia necessario studiare, ma non so dirlo, sto ancora cercando la mia via e a ciascuno la propria. E poi credere, credere e credere sempre nelle proprie possibilità, senza paura.

La periferia: se tu volessi raccontarla citando una battuta di Bia, quale useresti?
Prenderei una frase da “Puttana di quartiere”, la canzone di Emilio Stella che Bia canta sul finale di Bar(n)out: “Lei cammina scarza, zozza de poesia, tre sputi ner cortile e la monnezza sulla via…”Il punto non è la monnezza, ma la poesia.

“…siamo in piena compagna di crowdfunding per finanziare il nostro secondo cortometraggio e crediamo che attraverso internet si possano raggiungere persone sensibile all’argomento che siano disposte a finanziare anche con una cifra piccola il nostro progetto. Da 5€ a 75€ e oltre, queste sono le possibilità che avete per finanziarci e farci arrivare alla cifra minima di cui abbiamo bisogno che è 2000€. Per sostenerci andate a questo link https://it.ulule.com/biacorto” – Valerio Nicolosi –



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