[Intervista] Federico Petitto: per mostrare chi sei prova a fare unminutodisilenzio


a cura di Raffaella Ceres

Federico “Fedenco” Petitto presenta il suo ultimo singolo, Felicità. L’analisi apparentemente giocosa del il contrario di ciò che ci illudiamo possa essere la ricerca di questo stato emotivo così raro sembra essere una possibile chiave di lettura per questo brano che piace perché racconta “la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”, così come ci insegna Italo Calvino.

Federico: uno nessuno e centomila modi di fare musica! Raccontaci come è nata questa tua passione!
La passione per la musica non è nata da bambino, così come per molti altri! Prima di toccare uno strumento ascoltavo ciò che ci propinava la radio. Ricordo con piacere “l’amore pensato” di Max Gazzè. A 17 anni mi è capitata tra le mani la chitarra classica che mia sorella maggiore aveva abbandonato e in seguito un basso elettrico del suo fidanzato di allora. Sempre in quel periodo iniziavo a far scorpacciate di emo-punk americano, ma anche underground italiano. La prima canzone che ho voluto imparare a suonare è stata Field dei Christie Front Drive! Ma era solo l’inizio…

Felicità e rinuncia: parliamo del tuo ultimo singolo! Un mood apparentemente leggero per dire qualcosa di “difficile” da digerire
Esatto! Il ritornello di “Felicità”, questo singolo uscito da poco, è una provocazione detta in modo apparentemente innocuo. Chi vuole andare oltre la leggerezza della musica, troverà una scomoda verità. Nella vita, o almeno nel percorso di vita che noi occidentali seguiamo in larga parte, si procede un po’ tutti nello stesso modo: da bambini si gioca, da adolescenti siamo scariche ormonali pure, da post-adolescenti si va a caccia di emozioni, da adulti si va a caccia di stabilità. Proprio il passaggio all’ultima fase ci fa cambiare anche l’idea della felicità. Ad un certo punto rimuoviamo tutto ciò che abbiamo di irrazionale per trovare una sistemazione che ci faccia essere non felici, ma tranquilli. Ovviamente mi interessa molto di più chi non si accontenta della tranquillità.

Hai girato il video del tuo nuovo singolo “Felicità” nel museo street art di Tor Marancia. Perché?
Proseguo la risposta di prima. A me piace chi non ci sta a trascorrere un’esistenza fatta di calcoli e di rimozione delle emozioni forti. A me piace guardare gli eccentrici, che rappresentano un potenziale di cambiamento e di continua differenziazione della vita! Per questo motivo ho scelto il museo di Street Art di Tor Marancia, capace di ricordare ad un quartiere popolare che c’è anche altro rispetto alle cose di tutti i giorni. C’è l’arte, ci sono ragazzi con strane abitudini che circolano per il quartiere, c’è vita oltre il proprio condominio. Nel video c’è tutto questo.




Quanti altri progetti artistici ti vedono coinvolto?
Da qualche anno sono abbastanza attivo nel panorama musicale indipendente. Ho militato negli Io non sono Bogte, con cui ho calcato palchi importanti. Milito tuttora negli Unalei, progetto portato avanti dal chitarrista di Unminutodisilenzio, Federico Sanna. Ho fondato con Riccardo Izzo la compilation di musica pulita che si chiama VISCERE e che ha ospitato diversi nomi conosciuti a livello nazionale (Uochi Toki, Raein, Cosmetic, Mary in June). Organizzo abbastanza spesso anche eventi nei quali si promuove la musica viscerale. Curo infine l’ufficio stampa per l’acceleratore musicale Adastra. La musica rappresenta la parte più sostanziosa della mia vita. Ne parlo continuamente (forse troppo)!

Oltre la musica, cosa ti piace fare?
Non sono un patito di videogiochi, di giochi di ruolo e di Netflix. Ultimamente ho visto alcuni bellissimi film di Miyazaki, ho letto D.F.Wallace e ho visto un film spettacolare, Captain Fantastic. Non sono il tipo da abbuffate, mi bastano poche cose per avere un mio mondo. Mi piace passeggiare in luoghi incontaminati, mi piace condividere un divano o un giardino con le persone care, mi piace suonare nel mio localetto. Mi piace insegnare nelle scuole. Mi piace mangiare. Mi piace scoprire le abitudini e i mondi degli altri.

“Unminutodisilenzio” per ascoltare che cosa?
Per ascoltare chi siamo, se andiamo oltre le domande che ci vengono chieste dal tempo in cui viviamo noi occidentali: Cosa fai? Cosa farai adesso? Quale obiettivo hai? Quali mezzi userai per raggiungerlo il prima possibile? Mi piacerebbe che si facesse tutti un passo indietro per entrare in contatto con la nostra realtà più intima, con il senso profondo delle cose e della vita, mi piacerebbe che ognuno si mostrasse per quello che è veramente. Nel mio minuto di silenzio vorrei parlare di tutto questo.

Prossimi impegni live?
Faremo qualche data per promuovere “Felicità” e per affinare i pezzi che andranno sul prossimo disco, che proveremo a far uscire il prossimo autunno. La prossima data è sabato 15 aprile in un locale storico, il Mentelocale 2.0 di Palestrina. A maggio torneremo a suonare a Roma. Per l’uscita del disco, ci muoveremo in vista di un tour italiano.

Invitaci ad ascoltare la tua musica. Cosa ci diresti?
Se volete esser coinvolti in qualcosa di più grande, se volete battere le mani e sorridere o commuovervi insieme a qualcuno che prima non conoscevate, venite ad ascoltarci