[Intervista] Le Camere di Sophie: molto più di un album, un percorso di vita


a cura di Raffaella Ceres

“Le Camere di Sophie” è un progetto che nasce dalla collaborazione tra Raffaele Tindaro (pianoforte e voce) e Fabrizio Ribaudo (batteria) ispirati dall’esplorazione di nuovi generi, suoni, stili comunque non distanti dalla comprensione comune. L’approfondimento, lo studio della musica e la conoscenza multistilistica maturata negli anni, ha portato il duo ad avvicinarsi al mondo della composizione e, nel caso specifico, Tindaro è autore dei testi e delle musiche dei 10 brani contenuti nell’album omonimo “Le Camere di Sophie”. Abbiamo intervistato i due artisti per approfondire la scoperta di questo nuovo progetto musicale.

Chi è Sophie?
Partiamo cominciando col dire che Sophie esiste ed è una persona in carne ed ossa che abbiamo voluto contemplare in questo progetto sia perché volevamo inserire una componente femminile, sia perché riteniamo “Sophie” un nome molto musicale. A parte questo chiunque può essere Sophie: chiunque vede, sente, ama, si dispera e gioisce. Sophie è un percorso di vita.

“Le Camere di Sophie” è il vostro album: dieci tracce per un viaggio che ci conduce verso cosa?
Ci conduce verso la consapevolezza delle cose, che può essere inconsapevolezza stessa ma con consapevolezza (passateci il gioco di parole), che non conduce a un punto di arrivo, ( non abbiamo tutta questa presunzione) ma, che attraversa semplicemente varie fasi che appartengono a noi esseri umani.




Raffaele Tindaro presentaci Fabrizio!
Signore e signori!! Papparapaaa.. Il drummerman Fabrizio.. stop, gioco dai!! L’amico di una vita possiamo dire. Lo conosco da anni sia umanamente che musicalmente e devo dire che senza il suo supporto non avrei portato a termine tante cosine. I vantaggi di collaborare con Fabrizio sono molteplici: disponi di una sessione ritmica che ti suona di tutto con il corretto stile (ed è molto difficile trovare una persona che abbia fatto un percorso multistilistico); ha sempre la soluzione alle cose e tra i due è quello più positivo; ama la cucina ergo cucina benissimo (pranzi e cene che non vi sto qui a raccontare); possiede un Station wagon come me dunque ci si divide la fatica delle traversate!

Fabrizio Ribaudo, ora è il tuo turno per presentarci Raffaele!
Raffaele…un collega, un socio ma prima di tutto un amico, con lui ho diviso gioie e dispiaceri, ma specialmente tanta musica. Mi piace definirlo la mia metà musicale, anche perché dal punto di vista umano ci completiamo! Con chi se non con lui potevo intraprendere una carriera di musica inedita?

Nel vostro lavoro avete raccontato in musica anche le vostre origini. Cosa mi potete dire?
Dobbiamo ancora finire di raccontare le nostre origini in realtà e abbiamo tanto altro da dire. Veniamo da formazioni musicali diverse il tutto avvolto in un’esperienza più che decennale. Nel disco troverete vari generi musicali da cui proveniamo e da cui sentiamo una forte appartenenza. Adoriamo il jazz, la musica d’autore, e tanto altro e speriamo di potervi riproporre tutto nel corso delle Camere.

Lo stile al quale vi sentite maggiormente vicini quale potrebbe essere?
Ci piace non accostarci a uno stile in realtà. Di sicuro puntiamo a qualcosa di originale e vorremo avvicinarci come sonorità a delle produzioni americane che ci attraggono molto. Per il resto le nostre influenze sono già ben presenti nel nostro disco d’esordio.

Cosa cercherete di non fare mai nel vostro percorso di artisti?
Stare fermi ad aspettare!