[Intervista] Tutti su per Terra: il mondo rivoluzionato degli Eugenio In Via di Gioia

a cura di Raffaella Ceres

Parte dal Quirinetta di Roma il 22 aprile il nuovo tour degli Eugenio In Via di Gioia, giovane quartetto torinese che nell’ultimo anno e mezzo si è affermato come una delle più interessanti realtà a livello nazionale con il disco d’esordio “Lorenzo Federici” (Libellula). La band presenterà il nuovo disco “Tutti su per Terra”, uscito il 14 aprile 2017. Anticipato a fine febbraio dal singolo “Giovani Illuminati”, entrato stabilmente a far parte della classifica “Viral Top 50 Italia” di Spotify, il disco è prodotto da Fabio Rizzo (Dimartino, Niccolò Carnesi) e Marco Libanore. Nove brani tra cantautorato e nu-folk che danno vita ad un immaginario artistico profondamente personale e a tratti stralunato. Un nuovo lavoro che racconta una relazione, quella tra l’uomo e il Mondo, del tutto rivoluzionata, capovolta, a testa in giù. Li abbiamo intervistati a pochissimi giorni dalla data romana.

Eugenio In Via di Gioia: a cosa si ispira il vostro nome?
Il nostro nome molto più semplicemente di quanto sembra nasce dall’unione dei nomi e cognomi dei componenti della band, Eugenio Cesaro, Emanuele Via e Paolo Di Gioia. In seguito si è aggiunto il bassista Lorenzo Federici, lui non compare nel nome della band ma gli abbiamo dedicato il nome del nostro primo disco.




Il vostro nuovo album si intitola Tutti su per terra. Riferimento alla famosa filastrocca che al posto del “ su” , utilizza il “ giù”?
Esatto, volevamo raccontare l’immagine dell’Atlante a testa in giù in poche parole e senza prenderci troppo sul serio. È venuto fuori questo gioco di parole che è quasi un ossimoro “tutti su – per terra”.

Come si traduce in musica il vostro modo rivoluzionario di intendere la relazione fra l’uomo ed il Mondo?
Più che rivoluzionario è rivoluzionato, al contrario, a testa in giù. Anche la nostra musica rispetto agli scorsi dischi è rivoluzionata: abbiamo aggiunto la batteria in tutti i brani (suonata come se fosse un insieme di percussioni) e la fisarmonica ha assunto un ruolo diverso, diventando un tappeto sonoro che ogni tanto la fa sembrare uno strumento elettronico.

Cosa avete preparato per il pubblico che vi aspetta il prossimo 22 Aprile al Quirinetta di Roma?
Uno spettacolo rinnovato nei dettagli e curato nei suoni, finalmente ci siamo concentrati sulla musica! Il tutto però senza mettere da parte il nostro tipico approccio teatrale.

In cosa identificate il vostro punto di forza?
Il nostro essere esuberanti e dirompenti, accompagnato dalla grande forza di essere un gruppo di amici sia sopra che sotto al palco.

Invitate il pubblico che vi leggerà al prossimo concerto di Roma!
Ma di cosa stiamo parlando? Muovetevi, non c’è tempo! Step numero uno: prendere la bici che a Roma altrimenti non ci si muove; step numero due: citofonare a tutti gli amici; step numero tre: legare tutte le bici con un enorme lucchetto ed entrare nel locale. Fatto!



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