[Intervista] Jaggae: la consapevolezza della semplicità

a cura di Raffaella Ceres

“Jaggae” è il progetto discografico che porta la firma dei due chitarristi Francesco Mascio ed Emiliano Candida, pubblicato dall’etichetta Filibusta Records. Un disco che nasce da un’amicizia profonda e soprattutto da un senso di condivisione e visione della musica intesa come messaggera di vibrazioni positive. Da questo punto di partenza, infatti, il sound tipico dei Caraibi e dei suoi grandi interpreti come Bob Marley, si colora di jazz, legando due stili apparentemente diversi tra loro che in realtà hanno tanto da dirsi e da raccontarsi. Il risultato è un’espressione di libertà che travalica il concetto di genere dando vita ad un sound unico che oltrepassa le barriere fisiche e mentali che dividono due mondi agli antipodi. In questo modo, infatti, le armonie della tradizione Jazz trovano una nuova veste grazie ai ritmi sospesi e leggeri che da sempre hanno caratterizzano le musiche di questa piccola isola dei Caraibi. Suoni e musiche che permettono ad un vasto pubblico di recepire il messaggio che anima il progetto: unire per portare pace. Nel disco sono ospiti Angelo Olivieri alla tromba, Alberto Maroni Biroldi alle percussioni, e Sonia Lippi alla voce recitante di un brano. Il cd è stato presentato all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Noi abbiamo avuto il piacere di intervistare Francesco Mascio per approfondire la conoscenza di un progetto discografico originale e di sicuro interesse.

Un disco per creare ponti e poter mettere in comunicazione cosa?
Un disco che fonde due stili di musica diversi come il jazz e la musica giamaicana ma che in realtà va oltre i canoni estetici prestabiliti, per cercare di creare una musica fresca, in grado di suscitare all’ascoltatore un senso più ampio di unione, sia da un punto di vista sociale che culturale.

Come è nato questo progetto?
Poco più di due anni fa è nato mio figlio. Da quel momento ho scoperto il potere calmante e positivo del reggae sui bambini; Soldiers, per esempio, è tuttora la ninna nanna preferita di Mattia. Questa esperienza mi ha dato l’ispirazione per lavorare su una musica che fondesse le melodie del jazz ai ritmi del reggae. Subito dopo averne parlato con l’amico chitarrista Emiliano Candida é nato Jaggae.

A cosa vi siete ispirati per i brani contenuti nel vostro nuovo lavoro?
Volevo creare una musica che fosse in grado di piacere un po’ a tutti, sia al professore del conservatorio e sia alla signora della porta accanto. Per gioco abbiamo iniziato a suonare gli standard jazz in chiave ska/reggae e con nostra sorpresa ci siamo accorti che questa formula funzionava anche dal vivo.

Che suggestioni cercate di ricreare con la vostra musica?
Semplicità, gioco, allegria, leggerezza ma anche consapevolezza e rispetto sono le parole chiave di questo lavoro. Ogni brano evoca immagini diverse, ma in linea generale il disco è per lo più solare. Per ricreare ciò che avevamo in mente ci siamo avvalsi di validi collaboratori come Angelo Olivieri alla tromba, Alberto Maroni Biroldi al digderidoo e percussioni e Sonia Lippi alla voce narrante.

L’album è stato presentato all’Auditorium Parco della Musica. Prevedete nuovi appuntamenti?
I prossimi appuntamenti sono il 12 Maggio presso la libreria Mondadori di Monterotondo (Rm) mentre il 13 Maggio saremo prima ospiti nello studio di RadioRadio per un intervista e poi la sera in concerto al Satyricon di Alatri(Fr).Continueremo a presentare l’album anche nel corso dell’ estate come ad esempio dal 23 al 25 Giugno durante il Jazzit Fest che quest’anno si terrà a Feltre.

Che cos’è la libertà secondo voi?
Sicuramente è uno stato interiore, per questo credo fermamente che tutti possiamo raggiungerla attraverso un lavoro di crescita personale. Noi siamo le nostre catene e solo noi possediamo la chiave per liberarci.

Grazie e buon lavoro!
Grazie anche a voi e tanta Buona Musica