[Intervista] L’alchimia musicale diventa Psicosi di Massa


a cura di Raffaella Ceres
foto cover di Emanuela Vh Bonetti

Psicosi di Massa (PdM) è un progetto nuovo e che riunisce diversi musicisti della scena romana. L’idea di questa combo è di Aldo Vallarelli e Renato Micelli (già chitarra e basso dei S.U.F.I.), alternative band capitolina attiva da una decina d’anni nella scena rock. Ai due si affiancano i fratelli Audino, Andrea “Dandy” (già voce degli Element of Chaos) e Pierpaolo “Spigola” (già batterista dei Carryage). Completa la band Andrea Fiaschetti al synth. Le tematiche sociali sono al centro della poetica dei testi, scritti in italiano da Andrea Audino. È da questi argomenti che nasce il nome di Psicosi di Massa, per identificare un disagio collettivo attuale. La band si orienta tra sonorità Post Punk, New Wave, Dark Wave e Rock.

Un esordio discografico dalle tinte scure per descrivere cosa?
Andrea Audino: Con “Sentimenti Estremi” volevamo raccontare il riflesso del mondo e della società nella quale siamo “gettati” ogni giorno e le varie problematiche ad esse collegate. Ci piace raccontare storie, momenti, sensazioni e sentimenti. Il più delle volte il feedback di tutto questo è tragico, come la maggior parte della vita di ogni giorno, ed ecco qui le “tinte oscure di cui dicevi”. Descriviamo come farebbe un giornalista o un saggista, con occhio critico e distaccato, il dramma dell’essere umano, in molti casi facendo autoironia e sfottò di quello che accade per sdrammatizzare e rendere il tutto una piacevole autocritica nella quale anche noi siamo messi in mezzo.

Come è nato il vostro gruppo?
Aldo Vallarelli: L’idea di dare vita agli Psicosi di Massa è nata da me e Renato (rispettivamente chitarra e basso, n.d.r.): dopo aver suonato insieme per una decina d’anni con i S.U.F.I. abbiamo infatti deciso di creare un side project, qualcosa di diverso da ciò che già stavamo facendo. Ci piaceva la possibilità di recuperare le sonorità anni ’80 con le quali eravamo cresciuti, e questo è stato il primo passo verso la definizione del gruppo. La successiva scelta stilistica è stata quella di prediligere dei testi in italiano, anche per una necessità di comprensione che desse alle parole di Andrea (Audino, n.d.r.) la dignità che meritano. Nella scelta dei musicisti da coinvolgere all’interno progetto è stato naturale rivolgersi prima di tutto agli amici, ed il prodotto finale che ne è uscito è la Psicosi di Massa dove convivono amici, fratelli, padri “anagraficamente parlando” e figli.

Quale vuole essere la caratteristica che serve a distinguervi dalle altre band?
Andrea Audino: Una delle caratteristiche che si notano “a prima vista” è sicuramente quella della diversa età dei componenti del gruppo. Copriamo più generazioni e questo ci permette di unire e mescolare tra loro personalità differenti non solo dipendenti dai propri gusti personali ma anche da un oggettivo passato alle spalle con annesse esperienze di vita. Siamo tutti personalità molto forti, scientificamente parlando siamo 5 maschi alfa, e questo interscambio nel sistema musicale che abbiamo costruito nel tempo credo sia il nostro vero punto di forza.




Psicosi di Massa è un lavoro nel quale vi siete “sperimentati sperimentando”. È corretto? Cosa ci potete dire a riguardo?
Andrea Audino: Dipende dal significato che dai al termine “sperimentazione”. A livello musicale non facciamo nulla di nuovo: il nostro è un sound che oscilla tra il post punk e la new wave, generi nati trent’anni fa, non sicuramente adesso con noi. Il risultato di ciò che facciamo è comunque unico poiché per scelta abbiamo deciso di prendere ispirazione dai nostri gruppi preferiti senza volerne essere per forza delle copie. Abbiamo deciso di puntare sull’originalità dei pezzi, e all’ascolto di “Sentimenti Estremi” (il nostro Ep d’esordio) credo si capisca che il prodotto è vintage nei suoni, fresco negli intenti e attuale nei contenuti. Sicuramente all’interno dei nostri brani ci sono richiami, citazioni o riferimenti ad altri gruppi che ci hanno formato nel tempo, ma tentiamo sempre di andare oltre e metterci del nostro per dare agli ascoltatori il 100% delle nostre personalità e delle nostre storie. Forse è questa la nostra sperimentazione: l’alchimia nell’assemblare vari linguaggi e registri musicali.

Il vostro “lato oscuro” è più come quello di Batman o del Joker?
Andrea Audino: Né Batman né Joker, sicuramente più Enigmista. Batman cerca nelle sue azioni un fondo di giustizia mentre Joker è follia allo stato puro dando sfogo all’istinto e al divertimento no-sense. Noi siamo più cervellotici, e invece di cercare o dare un senso assoluto tendiamo a depistare e fare una sorta di continuo indovinello affinché ognuno possa trovare una propria verità. Nei testi c’è sempre una chiave di volta ma è di impronta personale e va ricercata all’unisono con la musica. La nostra, se vogliamo, è una follia controllata.

Ascoltando l’Ep risalta un giusto equilibrio fra le sonorità forti e i testi mai banali. A cosa vi siete maggiormente ispirati?
Andrea Audino: La maggior parte dei testi sono delle poesie che ho scritto e che scrivo tutt’ora su vari argomenti e tematiche, prendendo ispirazione da fatti quotidiani, stati d’animo e storie che sento raccontare anche da persone che incontro. Quando poi la parte strumentale in sala mi ricorda un’emozione o una sensazione che ho provato scrivendo una poesia, cerco di adattare il tutto alla musica, anche andando a modificare i testi. A casa ho quasi sempre due versioni delle liriche, quella musicata e quella poetica, che differiscono come già detto anche di poco.

“Quello che siamo” (brano fantastico) chiude il vostro Ep: cosa dovremmo cercare di essere, secondo voi?
Andrea Audino: Pierpaolo (il batterista, n.d.r.) ha detto la cosa più giusta riguardo questo pezzo: «Quello che siamo è quello che sono, quello che sono è quello che Suono!». Ampliando questo concetto a tutti i tipi di arte o passione che una persona può avere, il risultato è questo: noi siamo noi, senza troppi fronzoli o ricerche iperboliche, spirituali e metafisiche. Come già detto non vogliamo né possiamo indicare la via o la direzione: la cerchiamo costantemente in noi stessi, ma se ci ascoltassimo o se dessimo peso al nostro essere senza giudizi esterni e facendo le cose che più amiamo, vivremmo sicuramente meglio e avremmo quella consapevolezza di essere Umani.

Dove sarà possibile ascoltarvi live prossimamente?
Andrea Audino: Il 12 maggio abbiamo presentato ufficialmente il nostro Ep, “Sentimenti Estremi”, presso l’Alvarado Street di Roma. La tappa successiva è stata invece “fuori casa”, in compagnia de I Giardini di Chernobyl nelle Marche, presso l’Onstage di Castelfidardo (AN). Ad essere lungimiranti guardando l’estate, stiamo chiudendo gli ultimi appuntamenti: non vogliamo anticipare ancora nulla, la cosa bella e per noi importante è che non ci limiteremo a suonare solo nella nostra città.