[Intervista] Lasciate parlare il silenzio: parola di Emiliano Ottaviani

a cura di Raffaella Ceres

Emiliano Ottaviani è il cantattore romano che fonde parole, canzoni, ironia, irriverenza ed un pizzico di dissacrante romanità. Il 29 Maggio è uscito il suo nuovo singolo “Colpo ar Core” e noi lo abbiamo intervistato per scoprire qualcosa in più dell’ultimo lavoro di questo bravo ed imprevedibile artista.

Colpo ar Core: uno stornello o un ritornello di quelli che ti si fissano piacevolmente in testa?
Mentre scrivevo questa canzone pian piano si faceva sempre più nitida l’immagine di un’antica serenata romanesca. Non a caso si apre con una sorta di “chiamata” all’amata, come se si dovesse affacciare da un momento all’altro da una finestra. Uno stornello si, una specie di ironica serenata dalle sonorità reggae. Il ritornello è una naturale conseguenza musicale di tutto questo. Accordi semplici che accompagnano parole veraci, impregnate di quella giusta dose di “pepe” che serve a stimolare sempre un rapporto di coppia. Se tutto questo si dovesse fissare piacevolmente in testa, non nascondo che mi farebbe piacere.

Emiliano, come mai scegli il tema dell’amore per questo nuovo singolo?
Per quanto mi riguarda il tema dell’amore nelle canzoni è un po’ come il concetto di eterno ritorno di Friedrich Nietzsche. Ciclicamente mi ritrovo ad averci a che fare. Ho scritto e continuo a scrivere canzoni d’amore e forse, prima o poi, una canzone d’amore “seria” firmata Emiliano Ottaviani uscirà. L’amore che canto in “Colpo Ar Core” è la volontà di alleggerire le tensioni di coppia senza il bisogno di ricorrere alla consulenza di uno psicologo, ed in questo senso il dialetto romanesco con la sua ironia e il suo sarcasmo aiutano tantissimo. Parola di cantattore.

L’amore brucia le parole, canti nel tuo brano: soluzioni possibili?
Si, una soluzione potrebbe esserci: far “parlare” il silenzio ed osservare la cenere delle parole lasciando vincere l’amore.

Ci sono i colori di una Roma bella, calda, “de core”, nel tuo singolo: cosa vuoi comunicare?
E’ un momento storico questo in cui ho quasi paura di parlare della mia città. Poi penso che per me Roma è tutto e che “parlare” di tutto è impossibile. Roma, e tutto quello che provo per lei, si manifesta nelle mie canzoni, nei miei monologhi, in una parola nel mio teatro canzone. In “Colpo Ar Core” c’è una Roma dai colori caldi, una Roma da Grande Raccordo Anulare, di quelle coppie che chattano bloccate in un eterno traffico e che poi a casa fanno fatica a parlarsi, perché amarsi a Roma stanca, come stanca il traffico, amarsi a Roma è un’impresa, come è un’impresa arrivare a lavoro puntuali. Una Roma periferica e per questo centralissima. Una Roma “de core” per l’appunto.

Dove potremmo applaudirti dal vivo prossimamente?
Nell’immediato il 17 Giugno sarò al Contestaccio, locale dove torno sempre molto volentieri e proprio in questo periodo sto organizzando il calendario dei concerti e dei recital estivi. Per tutti gli appuntamenti live potete tenervi sempre aggiornati sulla mia pagina artistica facebook.com/emilianoottavianicantattore/

A chi dedichi il tuo brano?
Ai mie nonni, che si sono amati per sessant’anni.