“Al di là del ponte” al Teatro Kopò di Roma

"Al di là del ponte" (Foto: Erika Bussoletti)
“Al di là del ponte” (Foto: Erika Bussoletti)

Report a cura di Raffaella Ceres. Foto di Erika Bussoletti.

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Al di là del ponte, al di là delle nostre paure.

Uno sparo senza rumore può far più paura di suono assordante.

Un ricordo che diventa vita confondendosi con essa, è una pericolosa abitudine dalla quale non è facile liberarsi, soprattutto se i ricordi , il passato, decidono di tornare senza invito.

Al di la del ponte è la memoria di ciascuno di noi, delle paure più intime, delle vite di altri che si confondono con le nostre, anche se per troppo amore.

Delicato e complesso atto unico di Marco Medelin, che ne è autore e regista, viene interpretato con grande forza emotiva dai tre protagonisti scelti, in scena presso il Teatro Kopò di Roma il 6/7/8 Febbraio.

Tutto si svolge in una stanza con poca luce, pochi elementi strutturati, metafora dell’essenzialità di tre vite che respirano all’unisono seppur profondamente diverse: uno scrittore di successo ( Michele Albini) , sua moglie ( Giulia Bornacin ) e l’amico insostituibile per il primo, ed amore indimenticato per la seconda ( Edoardo Ciufoletti ).

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Un intreccio di umori e psicologie umane che nasconde un colpo di scena in grado di ribaltare le sensazioni suscitate negli spettatori.

Il ritmo della narrazione è un crescendo che coinvolge fino all’ epilogo inatteso.

Il dialoghi sono serrati ma tratti da una quotidianità che permette a ciascuno di immedesimarsi velocemente nei personaggi perfettamente tratteggiati dai tre protagonisti in scena.

Non c’è musica , non ci sono rumori fuori scena, solo parole che rincorrono parole e che sanno tenere alta la tensione attentiva per tutta la durata della performance.

Uno spettacolo che vale davvero la pena regalarsi.