Lucio Leoni in tour: ad aprile concerto all’Auditorium Parco della Musica

LUCIO LEONI
“IL LUPO CATTIVO TOUR”

19 gennaio – Napoli – Mamamu
20 gennaio – S. Maria Capua Vetere CE – Club 33 Giri
27 gennaio – Pisa – Lumiere
28 gennaio – Peccioli (PI) – Ora del The
23 febbraio – Tivoli (RM) – Dissesto Musicale
23 marzo – Asti – Diavolo Rosso
05 aprile – Roma – Auditorium Parco della Musica

Continua il tour di Lucio Leoni per la presentazione di “Il Lupo Cattivo”, il nuovo disco di inediti pubblicato da Lapidarie Incisioni/iCompany, distribuzione Sony, che gli ha permesso di vincere, a dicembre, la prima edizione del Premio Freak, il premio dedicato alla figura di Freak Antoni lanciato dal MEI, COOP Alleanza 3.0 e dal’Associazione We Love Freak, con il sostegno della Regione Emilia Romagna.

“Il Lupo Cattivo” è il terzo album per uno dei pochi artisti, in Italia, capaci portare in canzone i monologhi viscerali tipici del teatro interiore, strutture rap e impeti punk, pur mantenendo un forte legame con la tradizione cantautorale italiana.

Lucio Leoni ha presentato il disco “Il Lupo Cattivo” nel GR Rai, a Webnotte e nella rubrica Music Corner di Repubblica.it, curata da Ernesto Assante. E’ stato ospite del programma Kudos di Rai4 e, con intervista e minilive, del programma Radio 3 Fahrenheit, in diretta dal salone dell’editoria “Più Libri Più Liberi” di Roma il 7 dicembre.

In televisione ha presentato l’album a TGCOM l’8 gennaio:
http://www.tgcom24.mediaset.it/2018/video/lunedi-8-gennaio_3044932.shtml

L’album ha già ricevuto le recensioni entusiaste di alcune tra le principali testate nazionali:

“Nel nuovo disco Lucio Leoni conferma tutto quel che di buono ci si poteva attendere, componendo 10 canzoni che parlano di emozioni universali e concetti senza tempo, utilizzando la figura del lupo cattivo per costruire una sorta di saggio sull’esistenza.”
Il Fatto Quotidiano e ilfattoquotidiano.it, intervista di Pasquale Rinaldis del 7 novembre 2017

“il parlato/cantato è il punto forte, grazie a degli equilibrismi linguistici arriva sempre al punto.”
Il Manifesto e ilmanifesto.it, intervista di Luka Pakarov del 29 novembre 2017

“Tutte le curve emozionali possibili da De Andrè […] e Ivano Fossati a Bobby Joe Long’s Friendship Party, da Tenco a The Streets, da Pasolini a James Blake, sono materia di questo generoso secondo album di Lucio Leoni.”
BlowUp, recensione di Piergiorgio Pardo – novembre 2017

“L’istrionico cantautore capitolino gioca letteralmente con la musica, mettendola a servizio del suo flusso di coscienza, con estrema libertà e al contempo precisione.”
Rumore, recensione di Barbara Santi – novembre 2017

“Leoni ci porta a spasso in un’esplorazione dei sentimenti che fa riflettere, spesso fa sorridere, fa emozionare.”
Vinile, recensione – gennaio 2018

“Il Lupo Cattivo”, inoltre, è stato recensito online da testate come Rockol, Tuttorock, Sentireascoltare, Musiccoasttocoast, Ondarock, The Parallel Vision, Vivalowcost, Nightguide, Distopic, Loudvision, Piuomenopop, Nonsensemag e Lester.

“Lucio Leoni è un cantautore vero. […] Un cantautore con un punto di vista sicuramente interessante e diverso.”
Rockol.it, recensione di Marco Jeannin del 12 dicembre 2017

“ In un quadro generale italico abbastanza deprimente in cui chincaglierie adolescenziali con aspirazioni artistiche assai ridotte riempiono palchi impensabili solo fino a dieci anni fa, Lucio Leoni è uno che spicca per la qualità della proposta, e non senza merito.”
Sentireascoltare.it, recensione di Fabrizio Zampighi del 19 dicembre 2017

“Arrangiamenti folk, un disco “con la chitarra”, interventi rap, velocità punk e testi impegnati, un uso sapiente delle frasi, tanti riferimenti alla società attuale, poco spazio alle solite rime baciate e strabaciate […] Un disco colto, da ascoltare, da leggere, da sentire.”
Tuttorock.net, recensione di Cristian Brighenti dell’11 dicembre 2017

“Giunto al terzo disco, centra la svolta della vita, confezionando undici tracce fuori dal comune. […]Quarantotto minuti densi di idee e colpi di genio come – ahimé – non se ne trovano troppo spesso.”
Ondarock.it, recensione di Claudio Lancia del 28 dicembre 2017

“Significati e i significanti si mescolano in costruzioni logiche o illogiche, per farsi dialogo interiore o racconto.
La scena indipendente romana, troppo omologata ultimamente, quella che crea prodotti indipendenti facendone bandiere del pop, riesce ancora a stupirci con prodotti originali, brillanti e vincenti.”
Loudvision.it, recensione di Fabiana Criscuolo del 14 novembre 2017

“Un album corposo, intenso, ballad con intuizioni folk, apostrofi rap, parentesi punk, testi impegnati e a volte impegnativi, dove il significato diventa significante, per dirla alla maniera di de Saussure. […]Il lupo cattivo è originale, brillante, indipendente nel senso meno mainstream del termine.”
Musiccoasttocoast.it, recensione di Lorenza Nervitto del 14 dicembre 2017

“Rispetto al precedente lavoro, però, l’io diventa noi e tocca vette altissime, dove il dialogo interiore vuole parlare a tutti di verità universali e senza tempo. […]Un album emozionante e tutto da scoprire che – come i capolavori rari – non si svela in toto al primo ascolto; poiché il suo disordine organizzato lo rende un’opera di grande respiro poetico e melodico.”
Nonsensemag.it, recensione di Emanuela Borgatta Dunnett dell’8 dicembre 2017

“Leoni canta, parla e canta, perché la struttura dei suoi testi è teatrale, di un teatro sperimentale, di un teatro moderno, lontano anni luce dai Pirandello e dagli Shakespeare, come è anche giusto che sia, ma vicino a noi.”
Theparallelvision.com, recensione di Elisa Mauro del 19 dicembre 2017

“Basta un solo ascolto de Il Lupo Cattivo (Lapidarie Incisioni/iCompany, 2017) per capire che Lucio Leoni è uno che di musica se ne intende per davvero. Presentandosi come un eclettico mix di teatro-canzone, cantautorato, elettronica e punk.”
Cheap-sound.com, intervista di Tommaso Orioli dell’8 dicembre 2017

“Con tutti questi ingredienti, “Il lupo cattivo” si realizza come un’interessante indagine su “chi è, cos’è e dov’è”, la scoperta che lo siamo anche noi. Capirne il bene e il male. Accettarlo. E accettare che, se viene la notte, ci mangerà.”
Nightguide.it, recensione di Leslie Fadlon del 22 novembre 2017

” Un linguaggio moderno dal sapore antico quello di Leoni, in cui il sapiente uso della parola viene supportato da basi musicali che esaltano testi mai come ora ispirati, potenti.”
Piuomenopop.it, recensione di Antonio Bastanza del 14 novembre 2017

“Lucio Leoni […] si ritrova in una foresta di simboli utile non per perdersi, ma per ritrovare la strada. […]Il lupo cattivo è un disco con un peso specifico incredibile, in cui ogni secondo è un condensato di suoni, ricerca testuale, stratificazione linguistica, rievocazione emozionale.”
Lester.roma.it, recensione di Letizia Dabramo del 22 novembre 2017

LUCIO LEONI
“IL LUPO CATTIVO”
IL NUOVO DISCO DI INEDITI
(Lapidarie Incisioni/iCompany – distr. Sony)

Brillante e provocatorio, Lucio Leoni usa l’espediente del Lupo Cattivo per parlare di emozioni universali e concetti senza tempo, per costruire una sorta di “saggio sull’esistenza” che non porti con sé una data di scadenza. Significati e i significanti si mescolano in costruzioni logiche o illogiche, per farsi dialogo interiore o racconto.

Dieci brani originali e un’inedita rielaborazione di una canzone di Luigi Tenco, “Io sono uno”: Lucio le ha dato nuova veste, arricchendola con le parole, sempre di Tenco, estratte da un Intervento al “beat 72” su “La canzone di Protesta” (Roma, novembre 1966).

Tra gli ascolti che hanno portato la nascita del disco, lo spoken word inglese degli ultimi anni (Tricky, Riz Mc, The Streets, Ghostpoet), il teatro e la narrazione fiabesca, dove voce e strumenti si fondono (La Gatta Cenerentola di De Simone e il prewar Folk americano), ma anche il post rock con le chitarre sporche ed oblique (Slint, Karate, Tortoise) ed esteti della parola prestati alla musica, come Stromae e James Blake.

Il disco è stato anticipato dal video di “LE INTERIORA DI FILIPPO” e dal video e singolo “STILE LIBERO”.

Link al video di “LE INTERIORA DI FILIPPO”:
https://youtu.be/qF79TIyImZg 

Link al video di “STILE LIBERO”:
https://youtu.be/SjmAhFXWCig

LUCIO LEONI PARLA DEL DISCO “IL LUPO CATTIVO”

Senso, suono, significato; queste le linee guida che mi hanno indirizzato dentro e fuori dagli ascolti, con un orecchio sempre aperto ed incuriosito alle realtà italiane più stimolanti (Bachi da Pietra, Uoki Toki, Giovanni Truppi) con il cuore legato ai grandi sommersi che trascinano instancabilmente la lunga tradizione dei cantori della parola (Cesare Basile, Alessandro Fiori, Paolo Zanardi, Filippo Gatti).

Per contrasto se per Lorem Ipsum, che partiva dall’Io e piantava bene i piedi a terra, mi sono affidato ad una band composta in parte da ex-musicisti (cercavo il controllo assoluto), per Il lupo cattivo, che invece parte dal noi e guarda in aria, ho mischiato le carte e mi sono rivolto ad una sezione ritmica affiatata e già collaudata che vive indipendentemente: Le Sigarette!! al secolo Jacopo Ruben Dell’Abate (chitarra elettrica) e Lorenzo Lemme (batteria) e li ho uniti a Filippo Rea (elettronica e tastiere), Daniele Borsato (chitarra classica) e Giorgio Distante (Trombe e produzioni elettroniche). Il basso non c’è. Era troppo terreno. Il tutto come per Lorem Ipsum è stato poi mescolato da Riccardo Gamondi (Uochi-Toki) e poi masterizzato da Giovanni Versari.




Il Lupo cattivo è reale. Lo incontriamo tutti i giorni. A volte fatichiamo a riconoscerlo.
I due anni che mi hanno portato alla scrittura di questo disco sono stati anni complessi, anni di lupi cattivi, anni che mi hanno insegnato a riconoscerne tanti, molti di più di quanti pensavo ne esistessero effettivamente. Elaborare ed affrontare un lupo cattivo non è scontato, ne semplice, ma necessario al percorso che porta dalla casa della mamma alla casa della nonna, con il cestino del pane intatto.
Si impara che uccidere un lupo cattivo non è una soluzione plausibile. Si impara che il lupo cattivo è anche parte di noi e si impara a rispettare il lupo cattivo, che è bestia si ma anche noi lo siamo.

Ogni brano è un lupo cattivo diverso, ogni brano è un incontro con un aspetto diverso di una qualche paura, sconfitta, sfida, pericolo e a modo mio ho provato a raccontarli per tornare a casa, perchè le favole non si mischiano mai ma avevo bisogno di trovare un sentiero di sassi che mi indicasse la via.

“[…] Anche perchè se governassero i contadini e i signori lavorassero la terra si morirebbe presto tutti quanti di fame, ché ognuno ha le mani che si merita […]”

“Q”- Luther Blisset

TRACKLIST
1 – La pecora nel bosco
2 – Stile libero
3 – Le interiora di Filippo (prod. Giorgio Distante)
4 – Sigarette
5 – Mapuche
6 – Perchè non dormi mai
7 – Niente di male
8 – Impossibile essere possibile feat. Vonneumann
9 – Piccolo miracolo
10 – Io sono uno
11 – Il lupo cattivo

LUCIO LEONI PARLA DEL DISCO “IL LUPO CATTIVO”, TRACCIA PER TRACCIA

“La pecora nel bosco”: siamo tutti pecore nel bosco. Ci accompagniamo e poi torniamo soli. Ci ritroviamo e poi ci riperdiamo, convinti che almeno in due ci si possa aiutare, ma poi scopriamo che è più l’intralcio che l’amore a renderci coppia. E l’intralcio ci fa perdere ancora di più. Grazie al cielo non ci perdiamo nel nulla ma ci perdiamo nel bosco e in quel bosco troviamo tanti altri come noi che, almeno, non ci fanno sentire soli.

“Stile libero”: è difficile essere garantiti della comprensione dell’altro. Dirsi “Ti amo” ed essere sicuri che l’altro lo recepisca esattamente come lo intendiamo. Sostenersi ed essere sicuri di offrire all’altro quello di cui ha bisogno. Ma vale la pena provarci, anche nel mare, anche contro le intemperie, senza impazzire però. Imparando ad aspettare i momenti giusti, comprendendo gli spazi. Lasciandosi andare, se serve.

“Le interiora di Filippo”: nasce da una serie di messaggi notturni scambiati con un amico intorno al senso dello scrivere. Il senso della parola. L’importanza di accettare la parola e il senso che questa produce come forza generatrice e purificatrice se utilizzata con “attenzione sacra”.
Scardinando il volgare e il basso, il piccolo, puntando alle fondamenta della comunicazione rimane una sola verità: che “tocca magnasse il cuore insieme”. E che poi alla fine, comunque “nce se capisce gnente”.

“Sigarette”: perdere qualcuno di importante. Ritrovarlo negli occhi e nei gesti di chi è rimasto e sa tradurne il valore. E’ l’opportunità di guardare a quanto resta piuttosto che a ciò che se n’è andato.

“Mapuche”: per cultura, per società, per religione o anche solo per abitudine si è abituati a pensare che “prima o poi un bambino, un figlio, si farà”. E se così non fosse? Se invece, per mille motivi, si decidesse o non si potesse o non si volesse farlo, quel figlio? Allora lì, chi fa il mestiere di scrivere canzoni ci rimane male, perchè una delle cose belle da fare è scrivere una ninna nanna al proprio “ erede”. Io l’ho scritta ugualmente. Rovesciandone le parti, chiedendo a lui di cantarla a me. Chiedendo a lui di usare la fantasia per farmi addormentare. I Mapuche sono una popolazione cilena, l’unica tra le molte, dell’America Latina, a resistere ai tentativi di colonizzazione dei conquistadores spagnoli e che oggi sono di nuovo in guerra contro chi sta tentando di rubare le loro terre.

“Perchè non dormi mai”: Eh? Perchè? Perchè siamo soggiogati da malattie che abbiamo inventato noi? Ansia, stress, attacchi di panico, depressione. Di tante cose che volevamo o potevamo, ci ritroviamo quasi sempre nei mali. E ci perdiamo sempre nelle stesse scemenze.

“Niente di male”: le attrazioni, gli sguardi, le farfalle nella pancia e poi l’etichetta che va superata e distrutta per farsi finalmente del bene e concedersi, una volta tanto, anche l’errore. In fondo l’amore eterno non è detto che esista più.

“Impossibile essere possibile”: i Vonneumann, un’incredibile band di Roma, mi ha proposto una collaborazione facendomi ascoltare una loro composizione e dandomi un titolo “impossibile essere possibile”. Da qui in poi un puro e limpido delirio di onnipotenza e flusso di coscienza mi ha portato dai problemi di comunicazione interni a quelli esterni, da quelli umani a quelli tra uomo e macchina, per finire a quelli tra macchina e divinità. E’ un testo impossibile. Ma, se esiste, vuol dire che è possibile. E allora è impossibile essere possibile. O viceversa.

“Piccolo miracolo”: troppe relazioni, troppe verità, troppe distrazioni, troppe libertà. Dimenticandosi di guardare con attenzione a cosa serve veramente e quotidianamente. Piccoli gesti di incredibile generosità spontanea.

“Io sono uno”: questa è la rielaborazione di un bellissimo brano di Luigi Tenco, in cui il cantautore ci racconta un po’ di sè. Ho pensato potesse essere interessante prenderlo ed arricchirlo con altre parole sue, prese da un altro contesto, estratte da un Intervento al “beat 72” su “La canzone di Protesta” (Roma, novembre 1966).

“Il lupo cattivo”: la quadra del tutto. L’indagine su “chi è, cos’è e dov’è”, la scoperta che lo siamo anche noi. Capirne il bene e il male. Accettarlo. E accettare che, se viene la notte, ci mangerà.

CREDITS

“Il lupo cattivo” è stato suonato da: Lorenzo Lemme (Batterie) Jacopo Ruben Dell’Abate (Chitarre elettriche) Daniele Borsato (Chitarre classiche e acustiche) Filippo Rea (Elettronica e Tastiere) Giorgio Distante (Trombe e produzioni) registrato nel Gennaio 2017 presso il SoultubeStudio da Luca D’Aversa e Giuseppe D’Ortona e presso il Monkey Studio da Lucio Leoni.

Missato senza possibilità di appello da Riccardo Gamondi presso il Fiscerprais Studio. Masterizzato da Giovanni Versari presso La Maestà Mastering.
Le grafiche sono di Livia Massaccesi.

I brani contenuti ne Il lupo cattivo sono tutti scritti da Lucio Leoni ed arrangiati da Lucio Leoni e i ragazzi qui sopra eccezion fatta per “Le interiora di Filippo” scritta a quattro mani con Filippo Rea e per “Io sono uno” che è una rielaborazione del brano di Luigi Tenco “Io sono uno”. Tutte le parole che non fanno parte della canzone sono sempre di Luigi Tenco, estrapolate da un suo intervento al Beat 72 di Roma nell’ambito di un incontro su “La canzone di protesta”- novembre 1966
Impossibile essere possibile è il frutto di una collaborazione con i Vonneumann ed è suonata e registrata da i Vonneumann.

Le interiora di Filippo è state prodotta da Giorgio Distante.
Prodotto da Lapidarie Incisioni e iCompany
Ufficio Stampa e promozione: Big Time pressoff@bigtimeweb.it – www.bigtimeweb.it
Booking: lucioleoni@locusta.net

LUCIO LEONI – BIOGRAFIA
Lucio Leoni nasce a Roma nel 1981 e lì ci rimane, fatta eccezione per una parentesi statunitense.
Fin da piccolo dice di amare la musica, così la madre lo iscrive a una scuola di chitarra classica. A dodici anni si ribella al concetto di “studio disperato” e lascia tutto, in nome del calcio. Capisce presto di essere scarso e rinuncia alla carriera sportiva: a diciassette anni parte per gli Stati Uniti, dove frequenta il penultimo anno di liceo e riscopre l’amore per la musica.
Torna a Roma nel 2000 e forma la band di happy rock’n’roll “Yugo in Incognito”. Si occupa dei testi e della voce, pubblicando, nell’arco di dieci anni, un disco e due ep: Puppurri (2003) “C’hai nis demo-cracy” e Uomini senza gomiti (2013).

Si laurea in Scienze dello spettacolo alla Sapienza di Roma, con una tesi su “Voce e drammaturgia in teatro”, e poi in conservatorio dove frequenta il corso di Musica Elettronica. Negli anni dell’università prova a fare l’attore, ma, dubbioso rispetto al proprio talento, rinuncia anche alla carriera teatrale.

Nel 2005 fonda lo studio di registrazione “Monkey Studio”: si occupa di numerose produzioni, accogliendo un gran numero di artisti. Diventa in tutto e per tutto un sound engineer.
Contemporaneamente, inizia a suonare con gli Scolapasta Vintage, eccentrica band indie rock, e fonda, nel 2007, i Meccanica Ferma, sestetto elettroacustico votato alla ricerca.
A ventotto anni compie un primo bilancio della propria carriera: nonostante il rifiuto della chitarra classica, la musica è quello che sa e ama fare.
Nel 2009 apre il Live Club “La Riunione di Condominio”, locale culto della scena musicale romana: il club, come ogni mito che si rispetti, muore giovane.

L’esordio come cantautore avviene nel 2011, sotto il nome di Bucho: l’album si chiama “Baracca e Burattini” ed esce solo come musicassetta.

Nel 2015 esce per Lapidarie Incisioni “Lorem Ipsum”, il primo album firmato Lucio Leoni, che viene recensito con entusiasmo dalle principali testate nazionali, come l’Unità o Il Fatto Quotidiano, o di settore, come Rumore, Vinile, Rockerilla e, sul web, Rockit, Rockol, Ocanerarock e Musictracks.

Il 15 marzo 2016 Lucio Leoni ha presentato “Lorem Ipsum” a Webnotte su Repubblica.it:
http://video.repubblica.it/rubriche/webnotte/webnotte-il-rap-affabulante-di-lucio-leoni-a-me-mi/232330/231926

Il 10 novembre 2017 esce “Il lupo cattivo”, il nuovo disco di inediti per Lapidarie Incisioni/iCompany – distribuzione Sony.



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