Donatella Di Cesare – La Quinta Nazione al Mondo al Liceo Aristofane per Grande come una Città


Donatella Di Cesare a Grande come una Città

Lunedì 19 novembre alle ore 18:00 presso il liceo classico e linguistico statale Aristofane (Via Monte Resegone, 3), Grande come una città, per il ciclo La Quinta Nazione al mondo incontra Donatella Di Cesare per parlare di Stranieri residenti. Per uno ius migrandi.

Nel volume Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione uscito nel 2017 per la casa editrice Bollati Boringhieri, Donatella Di Cesare con limpidezza concettuale e un passo a tratti narrativo riflette sul significato ultimo del migrare nel paesaggio politico contemporaneo, in cui abitare e migrare non si contrappongono, come vorrebbe il senso comune, ancora preda dei vecchi fantasmi dello jus sanguinis e dello jus soli. Il migrante è il malvenuto, accusato di essere fuori luogo, di occupare il posto altrui. Eppure non esiste alcun diritto sul territorio che possa giustificare la politica sovranista del respingimento. In un’etica che guarda alla giustizia globale, Di Cesare sostiene, dunque, una politica dell’ospitalità, fondata sulla separazione dal luogo in cui si risiede, e propone un nuovo senso del coabitare.




Donatella Di Cesare è una filosofa e accademica italiana. Ha studiato prima alla Sapienza di Roma, poi all’Università di Tübingen dove ha conseguito il dottorato e ha studiato con Eugen Coșeriu, Josef Simon e Konrad Gaiser. Dopo aver ottenuto, nel 1996, la borsa di ricerca Alexander von Humboldt all’Università di Heidelberg, è stata l’ultima allieva (l’unica donna) di Hans-Georg Gadamer. Dal 2001 è professore ordinario al Dipartimento di Filosofia della Sapienza di Roma dove ha insegnato prima filosofia del linguaggio e, dal 2011, filosofia teoretica. Nel 2007 è stata nominata Distinguished Visiting Professor of Arts and Humanities alla Pennsylvania State University (USA). Fa parte del comitato di redazione della rivista Internationales Jahrbuch für Hermeneutik, del Beirat dello Heidegger Forum; è membro del Comitato direttivo della rivista tedesca Philosophisches Jahrbuch e della serie [[Ludwig Wittgenstein]Wittgenstein]-Studien. Dal 2011 al 2015 è stata vicepresidente della Martin Heidegger-Gesellschaft, che ha lasciato in polemica con la reazione del direttivo dell’associazione alle polemiche seguite alla pubblicazione dei Quaderni Neri di Martin Heidegger.
Autrice di numerosi saggi e articoli – è da poco uscito il suo ultimo libro, “Sulla vocazione politica della filosofia” – ha studiato il tema del linguaggio e quello del comprendere. Attraverso la riflessione ermeneutica sull’altro, che è varco di ogni esistenza finita, il suo interesse si è diretto alla filosofia ebraica, nel cui contesto ha offerto contributi anche di stampo teologico-politico. Ha affrontato filosoficamente il tema della Shoah indicando nella disumanizzazione dell’universo concentrazionario un nuovo indispensabile punto di avvio per la filosofia. Negli ultimi anni, guardando agli effetti della globalizzazione, si è soffermata sulla condizione umana dell’esilio, sulla figura dello straniero residente, sulla cittadinanza aperta, sull’oltrepassamento dello stato-nazione, e sulla questione etica e politica della giustizia. Ha lavorato per i programmi culturali della RAI. Collabora con il Corriere della Sera e con numerose riviste e quotidiani. È membro del Comitato scientifico del Museo della Shoah. Dal marzo 2015 le fu assegnata una scorta di polizia a causa di minacce ricevute da gruppi fascisti e neo-nazisti, protezione revocatale senza spiegazioni nel luglio del 2018.

Ricordiamo che Grande come una Città è un vero e proprio movimento di persone nato nel Terzo Municipio attorno all’assessorato alla cultura, con il progetto di creare con gli stessi abitanti dei quartieri incontri, eventi, arte e cultura animati dal valore della cittadinanza attiva e dalla convinzione che la cultura sia un preziosissimo strumento per costruire cittadini consapevoli.