Romaeuropa Festival 2018 presenta lo spettacolo di teatro musicale “Serge” all’Auditorium Parco della Musica

55° FESTIVAL NUOVA CONSONANZA
“LA MUSICA E IL SUO DOPPIO”
Roma 11 novembre – 21 dicembre 2018
Teatro Palladium, Macro Asilo, Mattatoio, Auditorium Parco della Musica,
Teatro Centrale Preneste, Conservatorio di Musica Santa Cecilia,
Museo Manzù (Ardea), Museo delle Culture Villa Garibaldi (Riofreddo)
MLAC-Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma

martedì 20 e mercoledì 21 novembre ore 21
Parco della Musica, Sala Petrassi

SERGE
spettacolo di teatro musicale ispirato alla vita e all’opera di Sergei Diaghilev

Fanny & Alexander
ideazione di Luigi De Angelis e Michael Rauter
Luigi De Angelis regia, luci, scenografia

musiche di Michael Rauter ispirate e basate su alcuni estratti di
Debussy, Ravel, Stravinskij, Satie

Marco Cavalcoli performer
Solistenensemble Kaleidoskop

Johann Günther e Hubert Westkemper sound design
Chiara Lagani costumi
Nicola Fagnani skin painting
Michael Rauter direzione musicale

coproduzione Nuova Consonanza, Romaeuropa Festival
con il contributo del Goethe-Institut Rom, in collaborazione con Fondazione Musica per Roma, con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Germania Roma, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura e all’Europa del Land di Berlino

Il Festival Nuova Consonanza e Romaeuropa Festival presentano il 20 e 21 novembre al Parco della Musica (Sala Petrassi ore 21) il nuovo progetto, al debutto in Italia, Serge nato dalla collaborazione tra il Solistenensemble Kaleidoskop guidato da Michael Rauter, Luigi De Angelis, fondatore della compagnia Fanny & Alexander e l’attore Marco Cavalcoli.

Serge è un’opera ispirata alla vita di Sergei Diaghilev, l’impresario russo, cosmopolita e artista visionario che ha rivoluzionato il mondo della danza internazionale fondando agli inizi del Ventesimo secolo i Balletti Russi. Il suo fu un vero e proprio talento per la seduzione che gli ha permesso di esercitare una grande influenza sulla scena artistica europea e d’inaugurare una nuova sensibilità per l’edonismo e il piacere estetico. In scena De Angelis, i Kaleidoskop e Cavalcoli creano così una ‘coreografia della seduzione’, catalogo di gesti basati sulle opere più celebri dei Balletti Russi, come quelle firmate dalle coreografie di Nijinskij. Mentre l’attore interpreta il ruolo di Diaghilev, manipola e seduce come un pifferaio magico il pubblico, la musica di Michael Rauter percorre le opere iconiche commissionate dai Balletti Russi, rielaborando partiture celebri di Claude Debussy (Prélude à l’après-midi d’un faune), Maurice Ravel (Daphnis Et Chloé), Igor Stravinskij (Le sacre du printemps), Erik Satie (Parade).

“Se potessimo disegnare uno schema della vita di Diaghilev e delle connessioni cui seppe dar vita – raccontano gli artisti della compagnia Fanny & Alexander – vedremmo un’immagine che assomiglia a una spirale infinita, come uno scheletro di un serpente. L’etimologia della parola ‘seduzione’ viene dal latino sed-ducere, che significa ‘portare altrove’, ma anche ‘fuorviare’, ‘ingannare’. È lo stesso in tedesco con la parola “Ver-führung”. Quando veniamo sedotti, siamo catturati, rubati da un preciso origine di significati, portati altrove e agguantati da una forza alla quale non possiamo resistere. La seduzione è la sovversione di un ordine. Siamo improvvisamente adescati in un nuovo universo esotico, con tutte le sfaccettature positive e negative con cui dobbiamo relazionarci. Perdiamo coscienza nei nostri limiti e ci immergiamo nell’oscurità… Anche l’etimologia della parola ‘sedizione’ (insurrezione) è collegata alla seduzione: viene dal latino sed-ire, ossia ‘andare in un’altra direzione’. Per gli antichi Greci la seduzione era sempre un’azione divina. Durante la seduzione siamo passivi, governati dalla passione e da un intimo daimon. In un mondo in cui Eros va soccombendo, sostituito dal perpetuo consumo dell’oggetto e dell’identico, SERGE vuole essere un’ultima chiamata alle energie speciali della musica e del teatro evocate dalle vestigia dell’universo di Diaghilev”.

Il 55° Festival di Nuova Consonanza è realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Spettacolo e Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili e di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, nell’ambito dell’Avviso pubblico “Contemporaneamente Roma – Autunno 2018”, con il sostegno della SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Info: www.nuovaconsonanza.it – tel 06 3700323 / romaeuropa.net – tel. 0645553050
Biglietti: da 10 a 20 euro. infoline +39 06 45553050

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SERGE è uno spettacolo di teatro musicale ispirato alla vita e all’opera di Sergei Diaghilev. Diaghilev è stato un famoso impresario russo, cosmopolita e artista visionario, che diede nuovo corso alle forme della danza, della musica e dell’arte performativa. Nel 1909, Diaghilev fondò i Balletti Russi, che girarono il mondo prima di stabilirsi a Parigi, all’indomani della Rivoluzione Russa del 1917. Avrebbero cambiato per sempre il volto della performance, fino ad allora conosciuto. I Balletti Russi divennero una delle compagnie di balletto più influenti del Ventesimo secolo e passarono alla storia per le innovative collaborazioni artistiche che seppero immaginare tra coreografi, compositori, artisti e designers: tra gli altri, Igor Stravinsky, Claude Debussy, Erik Satie, Maurice Ravel, Pablo Picasso, Henri Matisse, Joan Mirò, Léon Bakst, Michel Fokine, Vaslav Nijinsky e George Balanchine.
Diaghilev sapeva sedurre intere platee dando vita, ovunque andasse, a un nuovo gusto e a una nuova estetica. La sua abilità di seduzione era provata dall’influenza che il suo lavoro aveva sull’arte scenica che impazzava all’epoca in Europa e sull’edonistica ed estetica sensibilità che scaturiva dalla nuova consapevolezza del pubblico. Nelle connessioni che creava nel mondo dell’arte, Diaghilev era come un vento forte, un ciclone in grado di catturare le energie che generava e di spargerle intorno a sé: la sua visione prevedeva che varie forme artistiche potessero salire sullo stesso palcoscenico e, di conseguenza, iniziò a coinvolgere, all’interno delle sue produzioni, iconici compositori e pittori del tempo.
Il serpente è il simbolo della seduzione, dell’ambiguità e della creatività. E come ogni simbolo può essere molto versatile, potendo rappresentare il maschile, il femminile oppure l’autogenerazione da sé medesimo. Per raggiungere il suo obiettivo, il serpente non si muove mai lungo una linea retta, ma sta contemporaneamente su entrambi i crinali di una linea, passando di continuo da una prospettiva all’altra. Se potessimo disegnare uno schema della vita di Diaghilev e delle connessioni cui seppe dar vita, vedremmo un’immagine che assomiglia a una spirale infinita, come uno scheletro di un serpente.
L’etimologia della parola ‘seduzione’ viene dal latino sed-ducere, che significa ‘portare altrove’, ma anche ‘fuorviare’, ‘ingannare’. È lo stesso in tedesco con la parola Ver-führung. Quando veniamo sedotti, siamo catturati, rubati da un preciso origine di significati, portati altrove e agguantati da una forza alla quale non possiamo resistere. La seduzione è la sovversione di un ordine. Siamo improvvisamente adescati in un nuovo universo esotico, con tutte le sfaccettature positive e negative con cui dobbiamo relazionarci. Perdiamo coscienza nei nostri limiti e ci immergiamo nell’oscurità… Anche l’etimologia della parola ‘sedizione’ (insurrezione) è collegata alla seduzione: viene dal latino sed-ire, ossia ‘andare in un’altra direzione’. Per gli antichi Greci la seduzione era sempre un’azione divina. Durante la seduzione siamo passivi, governati dalla passione e da un intimo daimon. In un mondo in cui Eros va soccombendo, sostituito dal perpetuo consumo dell’oggetto e dell’identico, SERGE vuole essere un’ultima chiamata alle energie speciali della musica e del teatro evocate dalle vestigia dell’universo di Diaghilev.
A partire dalle trascrizioni delle partiture coreografiche di Nijinsky e delle sue annotazioni sul Prélude à l’après-midi d’un faune, i musicisti del Solistenensemble Kaleidoskop incarnano l’infinita spirale di movimento di змея – il serpente, dal russo – che, con tutte le sue forze, sboccia dalla loro pelle e attraverso la loro musica. Mentre suonano i musicisti sono sedotti da quella ‘febbre’ e i loro gesti riverberano nell’aria come sintomi o ricordi, frammenti delle coreografie dei Balletti Russi. Kaleidoskop, Luigi De Angelis e l’attore Marco Cavalcoli disegnano una ‘coreografia della seduzione’ dando vita a un catalogo tematico di gestualità basato sulle famose coreografie dei Balletti Russi, mescolandoli a gestualità che vengono invece dalla vita di tutti i giorni. Marco Cavalcoli incarna la figura di Sergei Diaghilev: è come un pifferaio, la sua accordatura di un pianoforte a coda rappresenta la manipolazione, il suo veleno seduttivo che genera e manipola l’intero spettacolo.
L’ideazione musicale si basa su opere commissionate per i Balletti Russi, opere che oggi sono divenute pietre miliari. L’opera centrale è una versione da 70 minuti del Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy. Incentrata intorno ai suoni dell’accordatura di un pianoforte, l’opera è un continuum al cui interno altre musiche appaiono e scompaiono, vanno in luce e tornano nel buio.
La ricomposizione di opere quali Le Sacre du Printemps di Stravinsky, Daphnis et Chloé di Ravel e Parade di Erik Satie gioca con la percezione del pubblico, eliminando via via singoli parametri di queste composizioni: all’interno di SERGE, il ritmo arcaico di un’opera può interagire con le strutture armoniche di un’altra. Suonata solo da sette musicisti, la musica – in origine scritta per grandi orchestre sinfoniche – si trasforma in una intima musica da camera, in cui i suoni originali riverbereranno nelle menti degli spettatori.
In questo paesaggio musicale, fondato su un articolato ri-arrangiamento, appaiono alcuni frammenti delle composizioni originali come se fossero rovine che rievocano il mondo musicale e sonoro di Diaghilev. Il lavoro, basato su opere molto conosciute, diviene però una nuova composizione che contiene il DNA musicale dei Balletti Russi.
Fanny & Alexander

Fanny & Alexander
È una bottega d’arte fondata a Ravenna nel 1992 da L. De Angelis e C. Lagani. Si aggregano stabilmente alla compagnia nel 1997 M. Cavalcoli, attore e nel 2002 M. Molduzzi, organizzatore. Nell’arco di venticinque anni di attività, ha realizzato oltre una settantina di eventi, tra spettacoli teatrali e musicali, produzioni video e cinematografiche, installazioni, azioni performative, mostre fotografiche, convegni e seminari di studi, festival e rassegne. Tra i suoi lavori si ricordano il ciclo dedicato al romanzo di Nabokov Ada o ardore e vincitore di due premi Ubu; il progetto pluriennale dedicato a Il Mago di Oz (2007-2010) e l’affondo dedicato alla retorica pubblica con le serie dei Discorsi per indagare il rapporto tra singolo e comunità. Nel 2015 cura regia, allestimento e costumi dell’opera Die Zauberflöte di Mozart su commissione del Teatro Comunale di Bologna. Tra gli ultimi lavori To be or not to be Roger Bernat, spettacolo che anticipa il futuro progetto sull’Amleto.

Solistenensemble Kaleidoskop
Fondato nel 2006 da M. Rauter e J. Kuerti, con il direttore artistico T. Kanitz, crea produzioni teatrali e musicali e innovative esperienze concertistiche in cui i membri appaiono come musicisti e performer. Il repertorio spazia dal primo al barocco alla musica contemporanea, includendo anche propri lavori musicali. Collabora con Radialsystem V, con sede a Berlino, ed è ospite fisso in festival internazionali come il Kunstfest Weimar, KunstFestSpiele Herrenhausen, Sydney Festival, Holland Festival, operadhoy Madrid, Wien Modern e Donaueschinger Musiktage. È stato inoltre ensemble-in-residence presso Sommerliche Musiktage a Hitzacker e Klarafestival in Belgio. L’ensemble si è esibito in location come il Concertgebouw Brugge, Harpa in Reykjavik, Hellerau – European Center for the Arts di Dresda, Kampnagel di Amburgo, Berghain di Berlino e la Philharmonie di Berlino. Ha collaborato con artisti come S. Waltz, S. Hölzer, J. Walshe, G. Nussbaumer, L. Chétouane, S. Claren e la band Mouse on Mars. L’ensemble è supportato dall’amministrazione culturale dello stato federale di Berlino.

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