Generic Animal, in uscita il nuovo album “Presto”


GENERIC ANIMAL
PRESTO

IL NUOVO ALBUM IN USCITA IL 21 FEBBRAIO

CON I FEATURING DI FRANCO126, MASSIMO PERICOLO, NICOLAJ SERJOTTI

Presto è tante cose. È la sveglia, un modello di scarpe da ginnastica, un avverbio che esprime rapidità. Fra sonorità trap che si fondono con il math rock, echi emo che sconfinano nel post-rock, sfumature soul/r’n’b e attitudine hip hop, Presto è un disco di 12 brani scritti nella solitudine di un sottotetto milanese: su un divano-letto Ikea con dietro i cuscini per la schiena, in braccio una chitarra, sulle gambe i-rig e garageband, a fianco le gocce per dormire.

Anticipato dai singoli Sorry, la title-track e 1400, Presto è il nuovo album di Generic Animal (al secolo Luca Galizia, classe 1995) in uscita il 21 febbraio per La Temepesta/Universal. Il disco è stato scritto da GA e arrangiato e suonato con l’amico e sodale Fight Pausa (72-Hour Post Fight, Leute) che ne ha anche curato la produzione. Spiccano i featuring di Franco126, Massimo Pericolo, Nicolaj Serjotti. “Non solo convenzionali “featuring” ma voci che avevano qualcosa da dire per chiudere e arricchire le mie storie”. E le incursioni di alcuni amici che partecipano a questo lavoro come Joan Thiele e Jacopo Lietti.

Presto è il terzo disco di Generic Animal, a poco più di un anno dall’esordio self-titled, seguito subito dopo dal secondo Emoranger, entrambi per La Tempesta. In mezzo, una lunghissima serie di date in giro per l’Italia passando per alcuni dei festival più prestigiosi, dal Todays al MiAmi e collaborazioni con alcuni dei migliori esponenti della scena hip-hop e trap come Ketama126, Massimo Pericolo, Mecna, Rkomi, Pretty Solero.

Un anno frenetico, in cui tutto è successo di corsa, forse troppo Presto, appunto: un concerto dietro l’altro, collaborazioni compiute o abbandonate strada facendo, relazioni finite, la fretta di crescere e, al tempo stesso, il desiderio di tornare alle superiori, il bisogno di essere importanti per tutti, dimenticandosi di esserlo già per le persone al proprio fianco. Presto sembra voler mettere a fuoco tutto questo, con una sincerità e una libertà assolute. Per avere una visione più chiara e consapevole. Per passare all’età adulta. Da questo punto di vista, con Presto la nuova musica italiana ha finalmente trovato il suo romanzo di formazione.

Il lavoro, l’infanzia e l’adolescenza, i soldi, l’amore, le relazioni con gli altri sono temi affrontati con l’approccio del nostro tempo, in forma individuale, intima, quotidiana, perché Generic Animal è un artista liquido con il dono naturale di trasportare la liquidità di una generazione e di una società ai piani alti della poesia.

Dai testi emerge chiara la capacità di Generic Animal di creare immagini definite con pochissime parole, di usare la lingua italiana in modo iper-creativo, moltiplicando metafore, metonimie, sineddoche per raccontare (con un pizzico di malinconia e una giusta dose di disagio del tempo odierno) il quotidiano stralunato e bizzarro di un quasi millennial nato nella provincia italiana e cresciuto in seno alla generazione Z.

Il nuovo album di Generic Animal è stato realizzato con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

Tracklist

  1. COMOBYNIGHT
  2. 1400
  3. SORRY
  4. SCHERZO FEAT. MASSIMO PERICOLO
  5. PROMOTER
  6. NIRVANA
  7. ALVEARI FEAT. NICOLAJ SERJOTTI
  8. VOLVO
  9. 700
  10. PRESTO FEAT. FRANCO 126
  11. ADELIO
  12. SCARPE #2

SCHEDA ALBUM

Definire Generic Animal non è cosa facile. Non è dunque casuale il nome che evoca una creaturina senza sesso né specie, nata da un disegno di quando si chiamava ancora Luca Galizia, studente dell’Accademia di Belle Arti di Brera, con un fervido immaginario, una spiccata sensibilità verso la dimensione visiva e la passione sfrenata nel disegnare una infinità di creaturine, sorta di bestiario medievale proiettato nel futuro. Paradossalmente, l’identità fuggevole dell’artista trova il suo esatto contrario nelle immagini nitide che con pochissime parole riesce a definire nei suoi testi. Immagini precise perché i temi universali che affronta sono tradotti in assoluta esperienza personale.

Se deve parlare di lavoro non affronta massimi sistemi, piuttosto esprime il disagio nel ritrovarsi artisti “professionisti”: “mi viene da vomitare su questo palco, non è come all’università” canta in1400; o dell’ansia da prestazione che nasce nel dover affrontare un tour di 80 date (Promoter). Se deve parlare di soldi non parla di economia ma dei suoi soldi, quei 700 euro persi durante una data, ricavato del merchandising. Se deve affrontare il tema di una relazione finita (Sorry, il primo singolo), lo fa chiedendo scusa e divagando sullo schermo mezzo rotto di uno smartphone. Ma se si scava ci sono i tasselli di un ragionamento che riguarda la crescita (“non so più niente di me”) e il cambiamento (“provare a testarmi”).

E le relazioni sono sempre complicate per un 25enne del 2020: la title-track racconta il meccanismo spesso implacabile che porta ogni giorno a costruire dei muri nei confronti dell’altro ma anche con se stessi, nel momento in cui si accetta l’incapacità di essere come l’altro vorrebbe o meriterebbe: Tutti i mattoni che fanno un palazzo / Non li puoi contare senno cade giù / Tu fidati certo che queste pareti / Son fatte di ghiaccio non si scioglie più / Ho letto due libri che parlan di guerra / Non dicono niente me la fai già tu.




Il collante è, naturalmente, il tempo. Un tempo dal sapore proustiano, dove i ricordi d’infanzia modificano direttamente l’esperienza del presente. È così in Como by night, la traccia di apertura (con la voce anche di Joan Thiele), in cui ci si rende conto di esser cresciuti perché quelli che fino a poco tempo fa erano semplici ricordi di vacanze estive si sono adesso trasformati in rimpianti e sensi di colpa. Per evocare la nostalgia di un’infanzia quasi idilliaca, Luca sceglie un’immagine curiosa e inaspettata come i ghiacciai ormai scomparsi che vengono associati ai Nirvana, che danno il titolo al brano: “di quando nel paese accanto al mio, suonarono i Nirvana. Non che non fossi ancora patentato, o addirittura ancora nato”. Morti i Nirvana, scomparsi i ghiacciai: un modo personalissimo di descrivere cose che la generazione Z – quella di Luca – può vivere solo nei ricordi degli altri, dei più grandi.

In Volvo, lo sfaccettato rapporto con il padre viene a galla dal malinconico ricordo da bambino di infinite visite alle concessionarie di auto, dalla nostalgia di quando tutti insieme si ballava nel salone di casa sulle note di Lucio Dalla, l’infanzia che svanisce e che pian piano diventa l’andar via di casa e il ritrovarsi oggi amico del proprio genitore: “Avevi ancora i capelli, mentre ora sembriamo gemelli”.

In Scherzo feat. Massimo Pericolo è l’adolescenza che ritorna a galla, in bilico fra spensieratezza, inquietudine e perdita dell’innocenza, soprattutto laddove si inseriscono le rime di uno dei migliori rapper italiani a cantar di spaccio e pistole. A un altro rapper, Nicolaj Serjotti, è invece interamente affidato un pezzo dal registro completamente diverso come Alveari: un fondo di pianoforte dolce, rumorini qui e là, amore ed emozioni che si impongono su un costante senso di ansia. Ed emozionato è Generic Animal (o forse in questo caso sarebbe meglio dire Luca) anche quando ricorda un individuo che oggi non è più in forma come un tempo e ha lo sguardo perso nel vuoto: Adelio si apre con una chitarrina che ha il sapore di un esotismo plastificato, con tutto il carico di malinconia che si porta dietro una situazione “posticcia”.

Il tempo proustiano di Generic Animal si chiude in modo circolare con l’ultimo brano, Scarpe#2, canzone alter ego del primo pezzo del primo disco (SCARPE#1): tutto si riallaccia, il ciclo si compie, Generic Animal è diventato grande e inizia già ad intravedere orizzonti futuri (“Provo a inventare un’auto nuova / Che vada ad acqua e foglie secche / Ti porto a fare un giro / La musica la scegli tu”)

Forse l’immagine migliore per inquadrare immediatamente Generic Animal è quella evocata nel brano che apre il disco, una piccola peste che lancia i sassi contro un alveare “per il brivido e il rischio”. Una scena che va vissuta con il ghigno di chi ha fatto una marachella alla cena dei grandi. Lo dice dopo essersi guardato attorno: “questi ragazzetti sono tutti come me”. Che c’entro io? Sembra chiedersi… E così GA con la maliziosa innocenza delle piccole pesti scardina le nuove tendenze del nostro panorama discografico che sono già forme stereotipate, le innovazioni che sono già formalismo. Mettendoci la faccia, ma solo dopo averla dipinta di un blu che molti confondono con il viola, o viceversa. Perché in fondo la musica è un gesto espressivo che richiede coraggio, ma anche pudore; e che in fondo è meglio essere un po’ surreali per dire la verità, perché poi sono sempre gli altri, chi ascolta, a decidere che cosa è vero o no.

Il 26 febbraio partirà da Milano in tour per i club delle principali città italiane, queste le prime date confermate:

GENERIC ANIMAL IN TOUR

26 febbraio – Santeria Toscana 31 – Milano

6 marzo – Viper – Firenze

7 marzo – Monk – Roma

13 marzo – New Age Club – Roncade (TV)

14 marzo – Bronson – Ravenna

19 marzo – Hiroshima Mon Amour – Torino

21 marzo – The Cage – Livorno

28 marzo – Latteria Molloy – Brescia

4 aprile – Locomotiv – Bologna

8 aprile – Mangiadischi Live Club – Pescara

9 aprile – Mercato Nuovo – Taranto

Calendario in aggiornamento, info su www.bpmconcerti.com

Biografia

Generic Animal è lo pseudonimo e progetto solista di Luca Galizia. Luca è del ’95, vive a Milano, viene dalla provincia di Varese. Suona vari strumenti, disegna, scrive con la chitarra e con GarageBand. Luca arriva dall’hardcore e dall’emo, come dimostra il suo precedente progetto Leute. Il nome Generic Animal nasce da un disegnino di un animaletto da lui fatto qualche anno fa, un animale senza sesso e senza specie.

Il primo singolo Broncio esce il 10 novembre 2017 ed a gennaio 2018 esordisce con il suo primo omonimo disco, edito da La Tempesta. L’album è prodotto da Marco Giudici, i testi sono scritti da Jacopo Lietti, il suono va dall’hip-hop all’emo midwest con un pizzico di sapore medievale. Il disco viene accolto molto bene da pubblico e critica e ne segue un tour che lo porta a suonare in più di ottanta locali in tutta Italia. 

Poco dopo, a luglio dello stesso anno, Generic Animal pubblica due singoli con i primi veri testi personali: Aeroplani (prodotto da RIVA) e Gattino, che preannunciano l’uscita di Emoranger, il secondo album, prodotto da Zollo (tecnico e produttore del primo tour del progetto), un disco scritto con un imprinting più trap ed edulcorato, lavorato in cooperazione tra La Tempesta e Bomba Dischi.

Nello stesso periodo Luca comincia a collaborare con vari esponenti della scena hip-hop e trap romana, lavorando alla produzione artistica del primo album di Ketama 126 Rehab (sui pezzi Lucciole e Rehab, oltre al feat. nel successivo brano Babe), di Romanzo Rosa di Pretty Solero e apparendo nelle tracce Un drink o due e Non dormo mai di Mecna. Nell’ultimo periodo collabora al grande esordio di Massimo Pericolo (nel brano Sabbie d’oro) e più di recente al tour estivo di Rkomi, come chitarrista e voce addizionale.

Recentemente ha ricominciato a collaborare con il suo amico di lunga data e produttore Fight Pausa (72-HOUR POST FIGHT, Leute).