Romaeuropa: l’1 ottobre all’Auditorium PdM l’omaggio a Sylvano Bussotti

Dopo i concerti alla Biennale di Venezia, il PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble torna a esibirsi venerdì 1° ottobre al Romaeuropa Festival all’Auditorium Parco della Musica (Teatro studio Brogna) per un evento realizzato in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma. In programma un omaggio al grande compositore e interprete, pittore, letterato, scenografo, regista, costumista e attore Sylvano Bussotti, recentemente scomparso alla soglia dei novanta anni che avrebbe compiuto il prossimo ottobre.

Artista totale, Bussotti ha segnato l’evoluzione culturale del secondo Novecento, con opere che sono state punto di riferimento della musica d’avanguardia e non solo. 

La sua opera ricchissima è densa di scambi e rimandi interni, nutrita da un inesausto autobiografismo e di una continua ricerca di variegate e differenti forme espressive. Bussotti concepiva la sua produzione artisticacome una sorta di unicum, un solo grande lavoro multi-sfaccettato, nel quale al suono si potevano alternare la danza, il teatro, l’opera lirica: così le partiture di due Five Piano Pieces for David Tudor (1959) saranno riproposte per i siparietti del balletto Oggetto amato (1975), mentre le pianistiche Novelletta (1973) e Brillante (1975) avranno una rielaborazione per il palco, e la gestualità dei Tableaux vivants per due pianoforti (1964) è stata anticamera de La passion selon Sade (1965), una delle sue vette compositive

L’ensemble diretto da Tonino Battista, eseguirà alcune delle sue più̀ celebri composizioni da camera: Rondo’ Di Scena (1978) Brutto Ignudo (1980) Solfeggio in re della regina (1989 )Novelletta (1973) Bachiana Di Bachiane (1945 / 1992) Nudo Disteso (1980), Deborah Parker (1988) Solo (1967) per 7 esecutori – da La Passion selon Sade

BIO SYLVANO BUSSOTTI

Compositore e interprete, Pittore, Letterato, Scenografo, Regista, Costumista, Attore. Nato a Firenze l’1 ottobre 1931, prima di compiere i cinque anni comincia a studiare il violino con Margherita Castellani. Continua al Conservatorio cittadino Luigi Cherubini studiando armonia e contrappunto con Roberto Lupi e pianoforte con Luigi Dallapiccola, ma non potrà diplomarsi a causa della guerra: maggiormente determinante per la sua formazione sarà dunque il soggiorno parigino tra il 1956 e il 1958, dove segue i corsi privati di Max Deutsch e incontra Pierre Boulez e Heinz-Klaus Metzger, a fianco del quale conoscerà anche John Cage. Non trascurabile, tuttavia, nella sua formazione l’influenza esercitata dal fratello Renzo e dallo zio Tono Zancanaro, entrambi pittori, e dall’incontro con il poeta Aldo Braibanti, che avranno una parte decisiva nel conferire a Bussotti una personalità artistica sfaccettata e multiforme: oltre che compositore e interprete, nella sua prolifica carriera egli sarà pittore, scenografo, costumista, scrittore, regista, attore, con uguale passione e dedizione. Nel 1958 inizia in Germania l’attività concertistica con l’esecuzione delle sue partiture da parte del pianista David Tudor, mentre a Parigi, poco più tardi, il compito spetta a Cathy Berberian sotto la direzione di Pierre Boulez. Le sue composizioni sono pubblicate inizialmente da L’Universal Edition, poi per le edizioni Moeck e Bruzzichelli, ma sarà Casa Ricordi che stringerà il sodalizio più duraturo con il musicista. Il suo nome assume presto un rilievo internazionale, come dimostrano inviti e premi in Europa e in America: ospite della Fondazione Rockfeller a Buffalo e New York nel 1964 e della DAAD a Berlino nel 1972, riceve il premio “All’Amelia” della Biennale di Venezia (1967), il premio “Toscani d’Oggi” (1974) e il premio “Psacaropulo” a Torino (1979). A partire dagli anni Settanta si avvicina al teatro musicale studiando e sperimentando le possibilità insite nel rapporto fra il linguaggio musicale e la presenza della fisicità dell’interprete, nascono così, tra gli altri, Lorenzaccio (1968 – 1972) e Nottetempo (1976). Con quest’ultima prende vita il Bussottioperaballet (che dal 1984 trova sede stabile presso Genazzano, vicino Roma), un laboratorio in cui musica, movimento, azioni e parole si fondono in un’unità teatrale: tra le creazioni, che compongono un repertorio di circa venti titoli, si ricordano Three Lovers Ballet (1978), Raramente (Biennale di Venezia 1971, coreografia di Aurelio Milloss), La Racine (1981), Le bal Miró (1981, coreografia di Joseph Russillo, scene e costumi di Miró), Cristallo di rocca (Teatro Alla Scala, 1983), L’ispirazione (1988), e Nuit de faune (1990-91).

Bussotti oltre ad essere stato uno degli autori più interessanti e dinamici della scena d’avanguardia italiana, ha esposto i propri quadri in diversi paesi collaborando anche a riviste musicali quali “Discoteca”, “Musica/Realtà” e “Piano Time”. Ha inoltre pubblicato alcuni scritti tra cui I miei Teatri, Letterati ignoranti e Moda e Musica, mentre la sua carriera di compositore è continuata attraverso la ricerca ed i numerosi incarichi e riconoscimenti: il prestigio crescente gli ha fatto guadagnare la direzione artistica del Teatro La Fenice di Venezia e del Festival Pucciniano di Torre del Lago, nonché l’insegnamento di storia del teatro musicale all’Accademia di Belle Arti a L’Aquila e di composizione e analisi alla Scuola di Musica di Fiesole. Autore completo e agilmente interdisciplinare, è stato uno dei più originali compositori italiani della seconda metà del Novecento, l’opera ricchissima appare densa di scambi e rimandi interni, nutrita come è di un inesausto autobiografismo e di una continua ricerca di variegate e differenti forme espressive: così le partiture di due Five Piano Pieces for David Tudor (1959) saranno riproposte per i siparietti del balletto Oggetto amato (1975), mentre le pianistiche Novelletta (1973) e Brillante (1975) avranno una rielaborazione per il palco, e la gestualità dei Tableaux vivants per due pianoforti (1964) è evidente anticamera de La passion selon Sade (1965), una delle sue vette compositive. Tra le sue partiture più celebri e compiute compaiono il Rara Requiem (1969-70), Il nudo (1963, per voce e strumenti), I semi di Gramsci (1962-71, per quartetto d’archi e orchestra), Ancora odono i colli (1967, madrigale a sei voci). Regista di opere liriche presso istituzioni come il Teatro Regio di Torino, l’Arena di Verona e la Scala di Milano, Bussotti è stato quindi direttore della sezione Musica alla Biennale di Venezia dal 1987 al 1991, collezionando inoltre titoli e onorificenze che lo hanno reso Accademico dell’Accademia Filarmonica Romana, Commandeur de l’Ordre des Artes e des Lettres dello Stato Francese, Accademico dell’Accademia di S. Cecilia in Roma.

BIO PMCE – PARCO DELLA MUSICA CONTEMPORANEA ENSEMBLE

Nato nel 2009 in seno all’Auditorium Parco della Musica di Roma per iniziativa della Fondazione Musica per Roma e diretto da Tonino Battista, il PMCE – Parco della Musica Contemporanea Ensemble rappresenta una realtà istituzionale, con attività concertistica continuativa, unica in Italia. 

Con una formazione ad assetto variabile, che va dalla performance di solisti fino al Large Ensemble e alla Sinfonietta, il PMCE è in grado di interpretare e trasmettere la diversa e molteplice ricchezza della musica di oggi. 

L’Ensemble è costituito da alcuni tra i migliori musicisti della scena internazionale – che hanno lavorato a stretto contatto con i più interessanti nomi: Stockhausen, Glass, Reich, Riley, Bryars, Fedele, Sciarrino, Donatoni, Battistelli, Volans, Dessner, tra i molti – e ha dato vita a importanti progetti e prime assolute a Roma e in prestigiosi contesti internazionali (Konzerthaus-Berlin, Het TheatreAmsterdam, Nueva Musica-Buenos Aires, Radio Svizzera-Lugano, WPAF-Lahore, Parigi-Festival d’Automne)

Negli anni, il PMCE ha riscosso un positivo, spesso entusiasta, riscontro di pubblico e di critica, e la soddisfazione più grande è sempre arrivata dai musicisti ospiti e dai compositori con i quali ha condiviso la preparazione dei concerti. Gyia Kancheli ha confidato che il PMCE, in occasione dell’interpretazione di Little Imber e di Exil ha dimostrato un’eccellente sensibilità per la sua musica. Steve Reich, immediatamente dopo il successo del concerto tenuto dal PMCE al Ravenna Festival, ha detto che l’esecuzione di ‘City Life’ del PMCE è stata una delle migliori che gli sia capitato di ascoltare. In un’intervista per ‘la Repubblica’ di Leonetta Bentivoglio, in occasione della prima mondiale de ‘Le Streghe di Venezia’ all’Auditorium di Roma eseguita dal PMCE, Philip Glass ha testualmente dichiarato: «quella di Roma sarà la prima esecuzione dal vivo. Non potrò essere presente, ma ho fiducia nel gruppo che la eseguirà, il Parco della Musica Contemporanea Ensemble, formato da musicisti che hanno familiarità con la mia musica».

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PARCO DELLA MUSICA CONTEMPORANEA ENSEMBLE

OMAGGIO A SYLVANO BUSSOTTI

VENERDÌ 1° OTTOBRE

TEATRO STUDIO BORGNA ORE 21

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

biglietti 15 euro

IN COREALIZZAZIONE CON

FONDAZIONE MUSICA PER ROMA

RONDO’ DI SCENA 1978
flauto
durata: variabile (7’) Editore: Ricordi

BRUTTO IGNUDO 1980
clarinetto basso durata: 8′ ca. Editore: Ricordi

SOLFEGGIO IN RE DELLA REGINA 1989
tromba durata: 3′ ca. Editore: Ricordi

NOVELLETTA 1973
Piano Forte
durata: variabile (7’) Editore: Ricordi

BACHIANA DI BACHIANE 1945 / 1992
Vl.
durata: 7′ ca.
Editore: RTC (Rai Trade – Curci)

NUDO DISTESO 1980
viola
durata: 4′ ca. Ricordi

DEBORAH PARKER 1988
violoncello durata: 9′ ca. Editore: Ricordi

SOLO 1967
per 7 esecutori – da La Passion selon Sade durata: variabile (15’)
Editore: Ricordi