Andrea Ascolese: Ti porterò nel Change


a cura di Raffaella Ceres

In questa corposa intervista, Andrea Ascolese si racconta per noi di 06live, disegnando un quadro musicale dalle mille interessanti sfaccettature.

Change è cambiare il principio, ma anche la fine”. Questa descrizione del tuo progetto artistico mi ha molto colpita. Vorrei partire da qui per comprendere la genesi del tuo spettacolo.
Hai colto il punto. Quando ho scritto questa cosa pensavo a un quadro di Gustav Klimt -Sangue di pesce-, alla sua visione metafisica della vita: la vita senza fine, dall’andamento circolare: nasciamo, moriamo, rinasciamo. Tu la tua vita puoi ritagliarla da tutti e quattro i lati, ma se ci pensi bene la composizione della tua vita, come quella del quadro, scorre in diagonale verso l’alto, senza avere un inizio né una fine. Siamo un puntino nell’universo. Però ce lo ricordiamo solo quando ci indignamo per non essere noi gli artefici del nostro destino. Se tu vuoi puoi cambiare il tuo mondo, mi sono detto. Allora, nello scrivere le canzoni e i monologhi dello spettacolo, mi sono immaginato di vivere il mio mondo con regole diverse. Nei piccoli gesti. Nel percorso che ti porta al sorriso e all’accettazione della tua realtà, anche se dolorosa, perché anche nella realtà più brutta si nasconde sempre una via d’uscita e un futuro. Il cambiamento non si può fermare, gli antichi ci insegnano che nella vita tutto scorre. Ho provato dunque questo cambiamento a farlo scorrere attraverso la musica in circolare nel mio spettacolo. A suggerirlo nel restituire le voci che ho raccolto e le esperienze che ho vissuto in questi anni in Italia, ma anche nei frequenti viaggi in Inghilterra, Francia, Usa, Ungheria. Se sono in tour da 3 anni vuol dire che tutto ciò e’ arrivato al pubblico e questo mi rende contento.

Quindi quali sono le risposte alla crisi che il pubblico può trovare nel tuo spettacolo?
L’indignazione sola non basta.  La rassegnazione non serve. La mia versione delle cose in mutamento e’ che non sei sempre tu a decidere. Allora proprio per questo dai il tuo senso, ancorati alla salvezza della tua occasione. E’ proprio dietro l’angolo. Vuoi essere felice?, dico nello spettacolo, fallo: in circolare. Le risposte definitive devi darle tu e smettere di aspettare il Messia. Pensaci , magari ognuno a suo modo e per non restare ai margini, ci adeguiamo tutti ai condizionamenti sociali. Gioiamo e desideriamo quasi tutti per le stesse cose: approvazione, potere, successo, fama, soldi e rifugiamo noi stessi nella solitudine dei social e dei dispositivi mobili che sono una vera e propria ossessione. Ci siamo tutti dentro fino al collo. Viviamo con la paura continua di perdere qualcosa: se ammettiamo a noi stessi di non avere niente, siamo liberi da questa paura. Non mi sembra poco.

Perché hai sentito la necessità di raccontare a voce alta questo sogno che può portare al cambiamento quotidiano?
Perchè vogliono farci credere che tutto abbia un prezzo. E che l’unico mondo possibile sia vivere nelle effimere comodità degli spot. Comprare, comprare, sempre più grande, grande, più grande. Io ritengo che i piaceri veri della vita siano gratis. Perchè le popolazioni veramente povere del mondo sanno sorridere? Perchè sono stolti? Io non credo. Qua da noi si sente parlare solo di generazioni che hanno peso, di gente che se ne va, di una crisi che sembra non avere fine, ecco proprio per questo lo possiamo sognare un mondo migliore, Se smettessimo di sognare che mondo sarebbe? Chiaro, i sogni da soli non bastano. Bisogna crederci. Porsi degli obbiettivi quotidiani. Anche se sei nella merda. Soprattutto quando sei nella merda.

Change è un testo e quindi uno spettacolo in continua evoluzione oppure, attinge da testi specifici?
Change nasce come reading musicale blues/rock, un collage di miei testi su musiche originali e qualche cover di Primal scream e Radiohead. Ora e’ diventato un vero e proprio spettacolo. E’ in continua evoluzione perchè legato all’attualità. Certo, le ispirazioni sono tante come i testi che ho studiato, mi basti citare il pensiero di Serge Lotouche, di Michael Moore, le poesie di Alda Merini e l’urlo Bukowski. Il tratto di unione? E’ quello di re-imparare a vedere il mondo con occhi diversi, con la musica. E’ un senso non necessariamente lineare come vogliono farci credere, piuttosto e’ circolare , come si diceva all’inizio.




Andrea, il tuo è un percorso professionale pluridisciplinare. Dal cinema, al teatro, alla musica. Ma quando hai scelto di fare dell’arte la tua vita?
In un certo senso già da bambino. L’esperienza madre che poi mi ha fatto scattare la molla e’ stata all’ Università a Bologna, dove il regista Arnaldo Picchi mi ha coinvolto, assieme ad altri studenti del Dams,  nello spettacolo Enzo re di Roberto  Roversi. Mi sono ritrovato in scena con Lucio Dalla, Ugo Pagliai, Paolo Bonacelli. Il lavoro del maestro Picchi era appunto pluridisciplinare: poesia, musica, teatro, pittura, multivisioni.

Come ti definiresti in un aggettivo?
Curioso.

Chi ti accompagna in questo lungo tour e chi senti di voler ringraziare?
Ringrazio naturalmente tutte e 3 le donne della mia vita. Poi: Emanuela Frassinella di Progetti Dadaumpa, Giordano Sangiorgi, Carmen Pignataro, il regista Davide Labanti, la producer Giusi Santoro. I fotografi Daniele Corsini, Matilde Damele e Federica Cappellini. I musicisti e in particolare i due che sono presenti dall’inizio del progetto: il chitarrista Attilio Costa e il batterista Marco Rovinelli. E me stesso per averci creduto, per avere trovato l’energia di creare un progetto che mi rappresentasse in pieno e avere saputo calamitare l’attenzione del team di lavoro, delle radio, della stampa e naturalmente del pubblico che mi ha seguito in questi 3 anni di tour.

Mi parli del tuo nuovo progetto, l’album Ti porterò che appena uscito?
In effetti la musica e’ disciplina importante nella mia formazione di attore, all’ Università sono laureato in Civiltà musicale afro-americana. Questo primo disco e’ la naturale conseguenza dei live e questa lunga esperienza a diretto contatto con la musica, che  mi hanno portato al cambio e a una nuova tappa della mia carriera: nel 2015 e’ sfociata nella lavorazione del mio primo disco da cantautore intitolato ”Ti porterò”. L’album nasce dal buio di questi anni di crisi, dall’indignazione e dalla voglia di non accontentarsi, di cambiare e di stanare l’amore, la vera ancora di salvezza in questi tempi di moderna preistoria. Diverse canzoni del disco le canto nello spettacolo Change, ma ormai il disco viaggia anche su un binario parallelo del mio essere cantautore tout court. Ci tengo a sottolineare che il disco è interamente autoprodotto: l’ indipendenza creativa e produttiva non hanno prezzo.

Dove lo si può trovare?
L’album Ti porterò ed è distribuito da Wondermark su I-tunes, Spotify, Amazon, Google Play e tutti gli store digitali. Il disco fisico per il momento nei live. Ci saranno anche novità distributive per il supporto fisico credo per l’autunno, ora non posso anticiparle.

Chi ti piacerebbe ospitare nel tuo spettacolo se ne avessi la possibilità?
Nel mio spettacolo mi ha ispirato molto il lavoro sulla parola dei Last Poets, soul nella musica e rap nella parola. Per quello che ho visto in strada, nelle periferie di Parigi o a New York Harlem e’ ancora molto attuale il loro messaggio. Dunque sogno alto e dico che sarebbe un onore incontrare sul palco la regina del Nu-soul Erikah Badu.

Andrea per te Change è stato?
E’ stato, e’ e sarà l’occasione lanciare un messaggio di speranza: avere il coraggio di andare e guardare avanti con quello che si ha, molto o poco che sia. E con quello che si e’ , nel bene e nel male, senza scoraggiarsi. Solo così arriva il coraggio di rischiare. Se ti scatti un Selfie dell’anima, ti ascolti e ascolti sul serio, eccolo il Change. Si può essere felici anche senza tappeti rossi, magari davanti a un tramonto, al sorriso di un bambino o a un piatto di minestra condita bene, eccolo il mantra.

Ecco il Selfie :

Ecco il Change: