[Live Report] Il tesoro nascosto di questa città: Serenata per Roma a Villa Ada


a cura di Raffaella Ceres
foto di Erika Bussoletti

Roma, 19 Luglio 2015 – La bellezza delle canzoni risiede anche nel fatto che le puoi reinventare milioni di volte.
Questa riflessione a voce alta, dedicata da Stefano Mannucci al pubblico ed agli artisti intervenuti per una nuova immersione in Serenata per Roma, racchiude la magia di un evento che durante l’intero anno ci ha traghettati fra le note delle canzoni romane più belle, fino alle atmosfere di Villa Ada nell’ambito della rassegna estiva Villa Ada incontra il Mondo, dello scorso 19 luglio 2105.

Poco tempo per le parole ma tanto spazio per una lunga maratona musicale iniziata verso le 19.00 con un pubblico che ha sfidato il caldo che attanaglia la città eterna da giorni, pur di non perdere un attimo di questa reunion fra un gruppo di amici e di nuove collaborazioni, come lo stesso Stefano definisce i rapporti che sono nati fra gli artisti intervenuti nel corso delle precedenti edizioni alla manifestazione.

Cosa ha avuto di diverso questa serenata, rispetto alle serate presentate quest’anno al Teatro Quirino? Lo spazio ed il tempo dedicato alla musica.
Poche le parole usate, i racconti e gli aneddoti regalati, per lasciar spazio ai brani scelti ed interpretati dagli artisti invitati.
La parola chiave di questa particolare Serenata per Roma potrebbe essere tesoro.
Tesoro da riscoprire nei testi, tesoro da custodire per le emozioni che ognuno di noi ripesca fra le note ascoltate, tesoro come la contaminazione positiva fra il contemporaneo e l’eternità di brani perfetti che non temono salti spazio temporali.

Questo tesoro Stefano Mannucci lo consegna a ciascuno di noi e lo scrigno che lo contiene è fra le note di un grande Rino Gaetano al quale idealmente viene dedicata la serata ed interpretato per l’occasione dal talento sensibile di Jacopo Ratini accompagnato da Michele Amadori al piano e dagli Stag, Giulia Pratelli e Gianmarco Dottori, che si alternano al microfono interpretando Gianna e Ma il Cielo è sempre più blu.
Un’altra caratteristica di questa speciale serata sotto il cielo di Roma, è la staffetta fra gli artisti che permette un continuum in esibizione, che crea un’empatica armonia fra tutti gli artisti ed i brani ascoltati.
Un passaggio di consegne che vede l’avvicendarsi, agli artisti appena presentati, di Livia Ferri e Diana Tejera e Vanessa Cremaschi ( ricordiamo Stornello d’estate, Il Valzer della toppa ), artiste dal carattere determinato quanto dalle interpretazioni coinvolgenti ed avvolgenti.
E poi ancora il bellissimo regalo di Francesco Spaggiari e la sua band, del quale non possiamo non menzionare la forte interpretazione di Ninna Nanna, celebre brano tratto dai versi di Trilussa e musicati con grande rispetto dal Baglioni nazionale.

I medley ed i crossover di stile, strizzano l’occhio alla contemporanea presenza sul palcoscenico di altri grandi interpreti: Gianmarco Dottori, Zibba e Frank Head.
Uno dei momenti fra i più coinvolgenti è stato il blocco dedicato alla presenza di una vera e propria squadra di artisti legati fra di loro da un unico progetto di beneficenza grazie al brano Senza mentire.
Il brano nasce dall’incontro tra il gruppo musicale Stag e Antonio Raia, un ragazzo che lotta contro la sclerosi multipla da più di 10 anni. Molto artisti hanno aderito al progetto degli Stag offrendo il proprio sostegno per la produzione e realizzazione di questo singolo che vuole sostenere il lavoro dell’Associazione Aism.
Fra di loro, ritroviamo sul palco di Villa Ada, Filippo Graziani, Erica Mou, The Niro, Stag : ognuno rimane in scena ad assistere e sostenere le esibizioni dei colleghi fra le note di Madame,  Filippo Graziani, con la sua interpretazione intimista distintiva del suo carattere riservato, La nevicata del ’56 con Erica Mou, Me viè da piagne interpretata da Davide Combusti, in arte The Niro, che riesce ad esprimere la completezza e la bellezza della sua tecnica vocale fra i chiari e scuri di questo bellissimo brano.
E poi ancora la meticolosità e la forza degli Stag con Sora Rosa per terminare tutti insieme con Nun je da’ retta Roma.
Si prosegue con Luca Madonia e Denis Marino per un emozionante L’alieno, fino all’attesa esibizione di Dolcenera, solista prima ( Sempre, Com’è straordinaria la vita, Fantastica ) e in un duetto indimenticabile poi con Enzo Gragnaniello e Piero Gallo.
Il silenzio di una Roma che ama la musica ascolta emozionata l’omaggio di Gragnaniello  a Pino Daniele.
Siamo quasi in chiusura ed il testimone passa alla voce inconfondibile degli Ardcore che salutano la serata con Signora Fortuna, Vecchia Roma, Fiore de Gioventù e Come te posso Ama’.

L’attento Stefano Mannucci saluta e ringrazia la splendida cornice di Villa Ada, il pubblico e, ci congeda così questa Serenata per Roma, lasciando spazio all’esibizione de i Flaminio Maphia e Kaligola.
Per guardare avanti bisogna ricordare dove si era prima: con una riflessione si è aperto questo racconto, e con una riflessione di Gianmarco Dottori  lo vogliamo chiudere, perché Roma racconta i suoi segreti solamente a chi la sa ascoltare.

La gallery fotografica della serata




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